Carofiglio, il re del legal thriller, a Collisioni

GIANRICO CAROFIGLIOBAROLO. Oltre quattro milioni di copie vendute dei suoi libri, tradotti in 24 Paesi, non gli hanno fatto perdere la voglia di confrontarsi con i lettori. È un Gianrico Carofiglio, ex magistrato e politico – senatore del Pd per una legislatura – oggi semplicemente uno tra gli scrittori italiani di maggiore successo, emozionato quello che si appresta a salire sul palco della piazza blu di Collisioni, domenica 19 luglio alle 12.30.
Cresciuto in una famiglia di scrittori, dalla madre Enza Buono al fratello Francesco con cui ha scritto La casa nel bosco, nel 2014, per Gianrico, quello nella Granda sarà un ritorno alle origini. Il premio letterario Città di Cuneo fu uno dei primi riconoscimenti, nel 2003, quando non era ancora il re del legal-thriller italiano.
Per lei sarà la prima volta a Collisioni, cosa si aspetta?
«È vero sarà la prima volta al festival, ma non nelle Langhe, che conosco molto bene, che amo e ritengo uno degli angoli più belli d’Italia. Sono molto curioso, mi piace incontrare i lettori, ascoltare i loro consigli, spesso colgono cose di cui nemmeno io scrivendo mi ero reso conto. Ecco, questo spero: fare incontri fortunati che mi lascino qualcosa».
I suoi romanzi sono quasi tutti ambientati nella sua terra, la Puglia, dobbiamo aspettarci un libro ambientato nelle Langhe?
«Questo non lo so ancora (ride), ma come ho detto in precedenti interviste le mie storie saranno sempre più ambientate fuori dalla Puglia. Pietro Fenoglio, ad esempio il carabiniere protagonista di Una mutevole verità (Einaudi), è un piemontese trapiantato a Bari: chissà in futuro dove potrà portarmi la fantasia».

Sul numero di Gazzetta in edicola, l’intervista che lo scrittore ha rilasciato in esclusiva al nostro collaboratore Marcello Pasquero.

 

Banner Gazzetta d'Alba