Olivero: aiuti al latte della Granda

CUNEO. Dopo il sì della Camera con i voti favorevoli delle forze politiche di governo e l’astensione di tutte le opposizioni, il Senato, a larga maggioranza, ha dato l’ok definitivo alla conversione del Decreto 51 per il rilancio dei settori agricoli più in crisi: a partire dal latte e dall’olio di oliva. Ora, il provvedimento  è legge.

Tra gli interventi previsti, molti toccano anche la provincia di Cuneo. In particolare hanno rilievo le misure urgenti per la gestione della fine delle quote latte, avvenuta il 31 marzo. Nella “Granda”, infatti, i produttori del settore sono tanti. La norma prevede la rateizzazione, in 3 anni e senza interessi, delle multe riguardanti l’ultima campagna. Gli allevatori interessati possono presentare la domanda all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) entro il 31 agosto. Sempre nell’ultima campagna, ai produttori che hanno superato le quote è consentito di compensarle, tra di loro, fino al 6%: opportunità prima non concessa, per cui la sanzione scattava sull’intera percentuale di splafonamento. Poi, per evitare che il latte alla stalla venga pagato dall’industria di trasformazione a prezzi troppo bassi è stato introdotto il contratto scritto di vendita della durata minima di 12 mesi, con importi fissi o legati al volume consegnato, alla qualità e alla composizione del latte crudo. Se quanto stabilito non viene rispettato sono previste sanzioni fino al 10% dei valori determinati

olivero

Commenta il viceministro dell’agricoltura Andrea Olivero: “È sicuramente un passo importante  che contiamo di far diventare pienamente operativo già in autunno, per tutelare le nostre produzioni, soprattutto dei piccoli allevatori, i quali stanno pagando un prezzo altissimo alla fine delle quote latte e alle speculazioni in corso. Su contratti e garanzie di trasparenza abbiamo avuto il coraggio di salvaguardare gli interessi del più debole: intervento,  purtroppo, non scontato nel nostro Paese”.

Cosa significa il provvedimento per la provincia di Cuneo? Risponde Olivero: “La Granda è caratterizzata da molte imprese di piccole dimensioni, particolarmente esposte alle conseguenze del drastico calo dei prezzi del latte crudo. Il decreto fornisce strumenti per poter operare, ma anche nel cuneese l’intero comparto lattiero caseario deve comprendere che solo uniti si può competere sulla qualità, che è il vero dato vincente dell’Italia e, ancor più, dell’agricoltura e dell’allevamento di montagna. Sulla compensazione delle quote e la rateizzazione si è fatto uno sforzo importante, dando a molte nostre imprese la possibilità di evitare gli esborsi o di limitarli. Una boccata di ossigeno in un momento complesso, chiesta fortemente proprio dai produttori cuneesi”.

 

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