A fine anno un documentario su Renato Ratti, il signore del Barolo

Entrano nel vivo le riprese del progetto cinematografico frutto della collaborazione tra la cantina Ratti di La Morra e la Stuffilm, casa di produzione indipendente con sede a Bra che ha al suo attivo, tra i numerosi titoli, “Langhe Doc”, “Nascetta story” e il recente “Barolo boys. Storia di una rivoluzione”. Protagonista del nuovo lavoro sarà Renato Ratti, grande figura nel mondo del vino italiano a cavallo degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Il documentario sarà firmato da Fabio Mancari e Tiziano Gaia.

Renato Ratti

Sono personalità come Renato Ratti ad aver creato le condizioni propizie per la grande svolta del vino piemontese e italiano a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. Un precursore, dunque, ma anche un uomo di profonda cultura e rara sensibilità, comunicatore instancabile e promotore di molte, fortunate iniziative. La sua, poi, è anche stata una vita avventurosa e vissuta in parte fuori dei confini del nostro Paese.

Ma chi è esattamente Renato Ratti? Nato a Villafalletto nel 1934, diplomato alla Scuola enologica di Alba, il giovane Ratti parte per il Brasile nel 1955 come tecnico della Cinzano, di cui due anni più tardi diventa il più giovane direttore di sempre. In quegli anni, nel territorio arido del Sertão, la grande maison di Santa Vittoria possiede vaste tenute vitate che Renato riesce a irrigare grazie a metodi di ispirazione israeliana. È l’inizio di un’epopea che durerà una decina di anni, fino a quando, nel 1965, il richiamo delle colline (la madre era di Mango, zona di Moscato) non avrà il sopravvento e lo convincerà a tornare in Italia. Cerca una cantina in cui fare il proprio vino, vorrebbe un castello sul modello bordolese per dare al Barolo il blasone che merita ma deve “accontentarsi” delle cantine millenarie del Convento di San Martino di Marcenasco, a La Morra, in quella frazione Annunziata che ha lo spirito indomito e innovatore inscritto nel proprio dna.

Inizia a lavorare sul concetto di cru, riduce i tempi di macerazione delle uve nebbiolo e quelli di affinamento in botte a favore del riposo in bottiglia: insieme al nipote Massimo Martinelli formerà un tandem destinato a far compiere al vino delle Langhe un balzo in avanti di svariati anni. Parallelamente si dedica alla cultura e alla comunicazione: scrive articoli, redige guide e manuali di degustazione, sempre con un registro alla portata di tutti, mai accademico. Il mondo delle istituzioni di settore si accorge della sua vasta preparazione e lo accoglie nei suoi massimi organismi: è presidente del Consorzio del Barolo, poi direttore di quello dell’Asti ai tempi dello storico accordo interprofessionale tra viticoltori e grandi case spumantiere. È in prima linea nella stesura dei disciplinari, ispira campagne pubblicitarie che passano alla storia, disegna la prima mappa dei grandi vigneti di Langa e crea il Museo Ratti dei vini d’Alba, presso i locali del convento. In poco più di vent’anni passa come un vento nuovo sulle tranquille colline langarole, fino a quando si spegne, per un male prematuro e improvviso, nel 1988: ha appena 54 anni.

Il film, il cui titolo ufficiale sarà reso noto a breve, ricostruirà la sua straordinaria parabola professionale e umana alla luce di materiali d’archivio, di immagini in buona parte inedite e delle testimonianze di chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui. I nomi dei personaggi coinvolti si preannunciano importanti, con alcuni pesi massimi della viticoltura e del giornalismo enologico nazionale (e non solo). Non mancherà ovviamente il ricordo della famiglia, che nel 2015 celebra il ritorno di Renato Ratti dal Brasile avvenuto esattamente mezzo secolo fa, con la conseguente fondazione della cantina: i figli Giovanni e Pietro, quest’ultimo a sua volta attuale presidente del Consorzio Barolo e Barbaresco, la moglie Beatrice e il nipote Massimo Martinelli, per lunghi anni alla guida tecnica dell’azienda. La Langa ovviamente farà da sfondo con le sue geometrie lineari, i paesi e l’umanità con cui il pubblico ormai sta imparando a familiarizzare. Uscita prevista per fine anno, il film sarà disponibile in streaming e in dvd.

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