Alba, Langhe e Roero ammaliano Vanity Fair

tartufo ravioliALBA. In occasione della Fiera del tartufo, uno tra i più accreditati periodici femminili, Vanity Fair (in edicola negli Stati Uniti – seppur con qualche interruzione- dal 1859 e in Italia dal 1983), ha affidato allo scrittore e critico enogastronomico Luca Iaccarino un’indagine sui migliori ristoranti in cui consumare il bianco d’Alba. E il giornalista torinese ha messo a frutto l’esperienza maturata in anni di rubriche enogastronomiche su Repubblica, selezionando 12 locali dallo chic al pop, tra Alba, la Langa e il Roero e indicando per ciascuno pregi, piatti e prezzi.

L’estro di Enrico Crippa ha conquistato il critico, che ha posto Piazza Duomo ( definito «il miglior ristorante italiano e uno dei migliori al mondo») e La piola al primo e secondo posto. Seguono altri tre locali albesi: l’Osteria dell’arco, Lalibera ed Enoclub. Poi lo sguardo spazia verso le colline con La ciau del tornavento di Treiso, l’Osteria del vignaiolo di La Morra, La Rei, il ristorante del Boscareto di Serralunga, l’Osteria more e macine di La Morra e i ristoranti Da Cesare di Albaretto, All’Enoteca di Canale e Il centro di Priocca.

tartufo piatto Davide Palluda, chef stellato Michelin, anima dell’Enoteca di Canale, commenta:«Sono molto contento del riconoscimento e mi fa piacere anche perché io non sono un grande appassionato di tartufi, che, oltre agli abbinamenti classici, cerco di accostare a sapori  non usuali, come  la zuppa di patate dolci con latte fermentato. Scelgo sempre il tartufo di qualità e credo che, se sapremo aspettare ancora qualche giorno, presto avremo il meglio sulle nostre tavole», ha commentato lo chef Palluda.
Il presidente dell’Enoteca regionale del Roero, Luciano Bertello, ha evidenziato come «la segnalazione del “nostro” ristorante tra le dodici eccellenze è un omaggio a tutto il Roero, territorio vocato al tartufo come pochi altri. Sulle nostre colline il tartufo è storia, cultura, leggenda, folclore, cucina. Nell’anno in cui festeggiamo i primi vent’anni di attività, mi fa piacere registrare un ennesimo riconoscimento al percorso che Enoteca e Ristorante hanno fatto insieme, per affermare la civiltà della tavola del Roero e portarla nel gotha della ristorazione. È anche una soddisfazione che compensa le tante fatiche sopportate in questi anni».

v.p. ed e.c.

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