“L’Italia con il segno più” porta ad Alba 8 milioni

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FINANZE L’Italia con il segno più. Con questo slogan il premier Matteo Renzi ha presentato la manovra finanziaria varata dal Consiglio dei ministri che avrà ricadute anche nell’albese. La nuova legge di stabilità, che si aggira intorno ai 27-30 miliardi di euro, pare infatti prevedere modifiche al Patto di stabilità, il meccanismo contabile che obbliga gli enti pubblici a risparmiare una determinata cifra prima di poter effettuare investimenti.

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«Stando alle prime informazioni sembra che ai Comuni possa essere concessa la possibilità di superare il Patto di stabilità e spendere i soldi a disposizione, compresi quelli dell’avanzo di amministrazione, se raggiungono l’equilibrio di bilancio, requisito che Alba detiene», ha dichiarato l’assessore alle finanze Luigi Garassino.  Per Alba, città a debito zero, vorrebbe dire poter spendere circa 8 milioni. Una vera boccata d’ossigeno che potrebbe portare, già dal prossimo anno, all’apertura di diversi cantieri. Oltre alla scuola media nel quartiere Moretta, al cui primo lotto funzionale il centro-sinistra ha già riservato quasi 4 milioni di euro degli 8,6 milioni dell’avanzo, potrebbero concretizzarsi tutti gli interventi migliorativi della vivibilità cittadina previsti nel Piano delle opere 2016, per una spesa di 2,4 milioni di euro, che nel caso non si potessero finanziare con il denaro presente in cassa verranno recuperati cedendo il diritto di sopraelevazione dell’autostazione (1,2 milioni di euro), con gli oneri di urbanizzazione (1,1 milioni) e la monetizzazione dei parcheggi (100 mila euro).

Resta da capire se le stesse possibilità di spesa verranno assicurate anche nel 2017 e nel 2018 (anni in cui l’Amministrazione intende realizzare lavori per 1,2 e 5 milioni) e se i trasferimenti statali continueranno a calare, fatto che potrebbe costringere l’Esecutivo del sindaco Maurizio Marello a un nuovo ritocco dell’Imu o dell’Irpef. Meglio allora concentrarsi sugli aspetti positivi della nuova manovra statale, tra cui l’abolizione, a partire dal 2016, delle tasse sulla prima casa, ossia Imu e Tasi. Come anticipato dal nostro giornale, nel capoluogo delle Langhe il provvedimento interesserà circa 10 mila persone, le quali, non dovendo più pagare la Tasi, risparmieranno ciascuna una cifra compresa tra i 100 e i 200 euro. Il Comune non resterà comunque senza 1,4 milioni di euro fondamentali per l’erogazione dei servizi. Lo ha riferito all’assessore Garassino il presidente dell’Associazione dei Comuni italiani Piero Fassino, il quale ha reso noto che il Governo trasferirà ai Comuni una somma pressoché equivalente al gettito Tasi non più incassato.
«Parole che rassicurano, anche se non si conosce ancora il meccanismo che lo Stato adotterà per stabilire la somma da assegnare ai Comuni in sostituzione del gettito Tasi», ha chiosato Garassino. Insomma, si stia sereni, come direbbe il premier Renzi, ma non troppo.

Enrico Fonte

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