Giordano Vini, mercoledì sciopero dei 400 dipendenti

DIANO D’ALBA Sciopero di tutti i dipendenti della Giordano Vini mercoledì 25 novembre e presidio davanti ai cancelli dell’azienda di Diano d’Alba dalle 8.30 alle 12 indetto dalle sigle sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil. Alla base della protesta la caotica situazione creatasi a causa della decisione della società Italian Wine Brands (in cui Giordano Vini è confluita con Provinco) di cedere rami d’azienda. A luglio la prima cessione di 11 impiegati informatici alla società Cosesa Srl di Empoli con un contratto identico a quello in essere per i dipendenti coinvolti e una garanzia occupazionale di almeno sette anni. Un processo indolore, insomma, con un’azienda, quella toscana, da 30 anni sul mercato dell’informatica.

Nel frattempo si è parlato più volte della cessione del quartier generale della logistica di Marene dove sono impiegati 140 dipendenti. La comunicazione della cessione del personale impiegato a Valle Talloria, nel ramo post vendita, è arrivata, invece,  giovedì 19 novembre e dovrebbe diventare effettiva dal primo gennaio 2016. 46 dipendenti di cui 13 a tempo parziale ceduti alla società palermitana 2B1 e a quella milanese che la controlla 2B1 Group. Per fare chiarezza sulle condizioni contrattuali che riguarderanno i 46 impiegati, i delegati sindacali Fortunato La Spina (Fai-Cisl), Sophia Livingston (Flai-Cgil) e Giuseppe Meineri (Uila-Uil) hanno incontrato i rappresentanti della 2B1 nella sede di Confindustria Cuneo, lunedì 23 novembre. Un incontro che doveva essere chiarificatore che lascia, invece, molti dubbi. I 46 dipendenti di Valle Talloria dovrebbero essere ceduti alla 2B1 di Palermo che conta un solo dipendente, la 2B1 Group a cui la società siciliana fa capo ha, nel complesso, 35 lavoratori in organico. «Abbiamo chiesto un impegno concreto per una garanzia occupazionale di almeno 5 anni, nella medesima sede, ma la 2B1 non ha fornito garanzie. Siamo preoccupati per il futuro dei lavoratori di Valle Talloria», commentano La Spina, Livingston e Meineri che incontreranno nuovamente la proprietà di 2B1 il primo dicembre.

Una seconda cessione, anche questa effettiva dal primo gennaio 2016, coinvolge 36 dipendenti del Contact Center di Torino che verrà ceduto alla Koiné Brescia, facente capo al gruppo Hci, leader nel mercato dei call center. In questo caso la garanzia occupazionale sarà di almeno 3 anni anche se i dipendenti non saranno più inquadrati con contratto alimentare, bensì nel Ccnl telecomunicazioni.

Marcello Pasquero

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