I bambini visti da Ammanniti

SERRALUNGA Intervista con lo scrittore mercoledì 11 ospite della fondazione Mirafiore
Che cosa accade se gli adulti improvvisamente scompaiono e nel mondo abitano solo bambini? Nel suo ultimo libro, Anna, si è posto questa domanda Niccolò Ammaniti, autore del celebre Io non ho paura e vincitore del premio Strega con il romanzo Come Dio comanda. Ammaniti presenterà il suo libro domani, mercoledì 11 novembre, alle 21, alla fondazione E. di Mirafiore a Fontanafredda.

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L’intreccio si sviluppa a partire dalla scomparsa degli adulti. Una scelta narrativa che corrisponde a un senso di sfiducia verso i “grandi”?
«Non nutro nessun tipo di sfiducia verso gli adulti. Anna rappresenta un viaggio alla ricerca di alcune risposte alle domande che da tempo mi tormentavano. Che cosa succede se nel mondo scompare la maggior parte dell’umanità e rimaniamo in pochi? Come possono vivere i bambini senza gli adulti? Queste sono solo alcune domande , ma ero veramente incuriosito».
I bambini restano quindi i protagonisti e gli attori di un mondo nuovo. Quali i lori compiti invece nella società contemporanea?
«Iniziamo a offrire più spazio ai ragazzi. Sono certo che loro, dotati di quella fiducia e speranza di cui noi siamo carenti, potranno cambiare le nostre, non sempre giuste, regole».
Anna è la protagonista. Come è stato scrivere nei panni femminili?
«Non l’avevo mai fatto e, ora, posso dire che mi è piaciuto e voglio replicare. A differenza di altri romanzi, in cui echeggiava ciò che ero, in Anna sono indipendente dalla protagonista del racconto, cerco di affiancarla, di seguirla, ma non sono io che traccio la strada».
Il tempo è, insieme ai bambini, uno dei protagonisti del libro.
«Abbiamo, erroneamente, l’idea che la vita che dura a lungo sia di qualità. Una breve potrebbe anche esserlo di più. In Anna, il tempo può essere considerato uno dei protagonisti, ma è un tempo diverso. Non è quello degli orologi, delle attese, degli anniversari e dei compleanni. È un tempo più simile a quello degli animali, segue i ritmi naturali».
Manuela Anfosso

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