In ospedale almeno 11 ore da un turno all’altro

LAVORO Gazzetta ha incontrato Franco Cane, responsabile del personale nella sede amministrativa della Asl Alba-Bra, per fare il punto sugli scenari possibili all’attuazione della legge 161/2014 che entrerà in vigore dal 25 novembre. Il tema tiene banco tra le corsie delle aziende sanitarie: i medici e i dirigenti sanitari avranno l’obbligo di rispettare una pausa di 11 ore tra un turno e l’altro nelle 24 ore.

sala operatoria medici
Dottor Cane, pensa che l’attuazione della legge possa creare degli scompensi tra colleghi o verso i pazienti?
«I problemi sono unicamente a livello aziendale perché, in linea teorica, potrebbe occorrere più personale per erogare le medesime prestazioni».
Il sindacato ci ha parlato di blocco delle assunzioni che va a cozzare con l’attuazione della norma. Condivide questa posizione? Da cosa dipende il blocco delle assunzioni?
«Il blocco delle assunzioni deriva da una serie di norme nazionali e regionali che nel corso dell’ultimo decennio via via non solo hanno impedito l’incremento del personale ma hanno pure impedito il turn over. In altre parole negli ultimi anni siamo stati costretti a ridurre gli organici, ad esempio nel 2012 i dipendenti dell’Asl Cn2 erano 1.713, oggi sono 1.666. La motivazione principale, credo, risieda nelle difficoltà economiche che a livello sia nazionale che regionale si registrano per mantenere i servizi dello stato sociale di cui la sanità è il pilastro portante».
Ma il fatto che i medici lavorino di meno, non è anche una nota positiva, rendendoli più vigili e meno stanchi durante il proprio turno?
«Certamente, non c’è dubbio. Il problema caso mai sta nell’antico detto “se il meglio non sia nemico del bene”. Su questo ambito però non mi dilungo perché credo che prima di procedere al taglio di alcuni servizi l’Amministrazione dell’Azienda ricercherà tutte le soluzioni, anche le più fantasiose, per evitare questa eventualità».
Se non si possono fare assunzioni, come verranno gestite le reperibilità?
«Ad Alba-Bra non siamo stati con le mani in mano, abbiamo realizzato un programma informatico che ci consente di monitorare in tempo reale le pause lavoro degli operatori rapportandole alle prescrizioni della legge. Forse siamo una delle poche realtà italiane ad avere questa conoscenza, l’ipotesi è quella di sfruttare i dati in nostro possesso per ottimizzare le presenze in servizio degli operatori tagliando i cosiddetti tempi morti. Siamo però consapevoli che oltre un certo punto la duttilità dell’elastico viene meno e quindi l’unica soluzione sarà procedere a nuove assunzioni, qui la sola volontà dell’Azienda non basta perché occorrerà l’intervento autorizzativo della Regione».
Pensa che la norma, come paventato dai sindacati, possa far innalzare il tasso di assenteismo?
«Credo di no. L’Asl di Alba e Bra è ai primi posti a livello nazionale per il minore tasso di assenteismo, fa parte del nostro Dna e sono sicuro che non si modificherà tanto facilmente».
Cristian Borello

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