Nel 2016 aprirà il museo delle etichette?

BAROLO Se non ci saranno intoppi potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi la realizzazione del Museo delle etichette nei pressi del castello “Falletti”. La premessa è d’obbligo, visto che nei mesi scorsi l’operazione sembrava essersi arenata, ma ora il sindaco Renata Bianco si dice ottimista sulla soluzione.

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Il fabbricato che dovrebbe ospitare il Museo delle etichette

A sollevare il problema di “modalità e tempistiche di allestimento del Museo delle etichette” è stata un’interrogazione presentata in Consiglio comunale dal capogruppo della minoranza Marta Rinaldi. Nella sua risposta il sindaco ha parlato di una battuta d’arresto nell’allestimento dovuta al fatto che all’inizio dell’anno il professor Cesare Baroni Urbani (l’appassionato intenzionato a donare la sua collezione di oltre 200 mila etichette a Barolo) ha comunicato di voler recedere dalla donazione, sostenendo che il Comune non aveva adempiuto agli obblighi assunti.
Spiega il sindaco: «Essendo un ente pubblico abbiamo dei tempi tecnici da osservare. Abbiamo dovuto trovare i locali adatti a ospitare l’allestimento, reperire i fondi e procedere con i lavori di ristrutturazione, ma ora siamo pronti ad accogliere la collezione, alla quale non intendiamo rinunciare».
Per ospitare il museo delle etichette la scelta del Comune è caduta su un edificio sulla piazzetta davanti al castello, adiacente la vecchia canonica. Il costo della ristrutturazione è di 143 mila euro, 100 mila dei quali coperti da un contributo del Gal Langhe Roero leader.
«Il locale si trova in uno dei più bei complessi di Barolo. È lo spazio ideale per ospitare questa collezione, a pochi passi dal Museo del vino e dall’Enoteca regionale e nei pressi del Museo dei cavatappi. I locali sono stati sistemati e siamo disponibili ad andare a ritirare le etichette», sottolinea il sindaco, aggiungendo che nei prossimi giorni il professor Baroni Urbani dovrebbe venire a Barolo per un incontro che dovrebbe chiarire la questione.
«Sono fiduciosa che la situazione si sblocchi e che l’anno prossimo il museo possa essere aperto», afferma Renata Bianco. «Sarebbe un altro tassello importante per l’offerta turistica del paese».

Corrado Olocco

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