Il debutto di Barolo e Barbaresco

VINO Il 2016 vede apparire sui mercati le nuove annate dei vini del Nebbiolo che sulle colline albesi hanno la Docg: Barolo, Barbaresco e Roero. Ognuno propone la sua nuova produzione in tempi differenti: i nuovi Barolo e Barbaresco sono disponibili dal primo gennaio, mentre il Roero deve aspettare il primo luglio. Cominciamo a vederne i caratteri essenziali.
Barbaresco Docg 2013. L’inverno è stato lungo, ma atipico, con temperature spesso miti: i picchi di freddo si sono avuti a febbraio, ma non si sono protratti molto. Così le nevicate, poche e di scarsa entità. Da metà marzo a fine giugno, sono prevalse le piogge, frequenti e spesso abbondanti. La stagione estiva ha avuto un andamento climatico alterno, con brevi periodi di grande caldo, intervallati a bruschi temporali, spesso eclatanti. Il mese di settembre è stato perfetto, seguito da un ottobre che ha completato l’opera, con le operazioni di raccolta delle uve attorno a metà mese. In sintesi, è stata un’annata classica, giustamente tardiva, con un quadro acido importante, che ha obbligato ad attendere la maturazione. Ed è stata l’annata delle posizioni assolate e dei viticoltori più attenti, paragonabile a 1989, 1996, 2001 e 2004. Niente male. Si preannunciano, quindi, vini di ampiezza olfattiva, spessore sapido e lunga resistenza al tempo, con grande soddisfazione di chi ama vini importanti per abbinamenti sontuosi. Nel 2013, la vigna di Nebbiolo da Barbaresco era di 729 ettari e la produzione effettiva è stata di 4.681.737 bottiglie.

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La presentazione del Barolo 2011, svoltasi a giugno all’Enoteca regionale.

Barolo Docg 2012. Nell’inverno i primi mesi sono stati relativamente rigidi e il freddo vero si è fatto sentire a febbraio, in particolare nei primi 15 giorni, con le temperature sempre sotto lo zero, anche fino a -15/16°. Più mite è stata la seconda metà del mese e la prima di marzo. Addirittura, a fine marzo, le temperature sono andate ben al di sopra delle medie stagionali. Tra aprile e giugno è prevalsa spesso la pioggia. L’estate è partita con il botto, con un periodo molto afoso, a metà giugno. Anche luglio è stato caldo, ma con la giusta alternanza di temporali rinfrescamenti. Caldo e afoso è stato agosto: la fine del mese ha introdotto a un clima più autunnale e questo si è protratto anche a settembre, con un brusco peggioramento nell’ultima parte del mese e qualche rischio per la sanità e la maturazione dei grappoli. La vendemmia dei nebbioli da Barolo è tornata nel cuore di ottobre secondo uno schema che sa di classicità. L’annata 2012 annuncia prodotti di buon equilibrio, con struttura e potenza. Il quadro olfattivo è ampio, con le note fruttate che prevalgono sulle speziate ed eteree. Buona sembra anche la capacità di resistere al tempo. I dati economici 2012 parlano di una superficie di nebbiolo da Barolo di 2.054 ettari e di una produzione effettiva di 13.902.404 bottiglie.
Roero 2014 e Roero Riserva 2013. Da quest’anno, analizziamo anche i caratteri delle nuove annate del Roero, altra Docg da Nebbiolo delle nostre colline. Dal primo luglio, i produttori potranno mettere sul mercato il Roero 2014 e la Riserva del 2013, due vini molto differenti tra loro, in relazione alla situazione climatica che ha caratterizzato le annate. Non chiedetemi quale sia la migliore. Vi risponderei come un amico francese: «Sono come due belle signore, diverse tra loro, ma entrambe attraenti». Il Roero 2014 annuncia vini molto eleganti e gradevoli, con decisa intensità di colore, beneficiata da una bella acidità che li mantiene giovani. Non sono vini larghi, grassi o “glicerinosi”, ma raffinati, fragranti e di spettacolare bevibilità: la loro struttura li rende capaci di reggere bene al tempo. Di tutt’altra impronta saranno i Roero Riserva 2013: vini di spessore e di gran struttura, grazie a un anno climaticamente impegnativo, ma propizio. Se il 2014 è il Roero dell’eleganza, la Riserva del 2013 è il vino della grassezza e della potenza, in parecchi casi addirittura già pronti per un consumo di piena soddisfazione.

Giancarlo Montaldo

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