Primo allarme per la siccità

LANGA La spruzzata di pioggia e neve del fine settimana ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai responsabili delle società che gestiscono il servizio idrico nelle Langhe che la scorsa settimana avevano lanciato i primi segnali di allarme per il protrarsi della siccità. Il maltempo di domenica non ha risolto i problemi causati da oltre tre mesi senza pioggia, ma ha evitato che la situazione diventasse ancora più problematica.

Fontanella acquedotto ricca 1

La settimana scorsa a lanciare l’allarme era stato il Calso (Comuni dell’Acquedotto Langhe sud occidentali),  che gestisce il servizio idrico in 23 paesi tra bassa Langa (Monforte, Monchiero, Dogliani), alta Langa (Belvedere, Bonvicino, Murazzano, Paroldo) e Fondovalle Tanaro fino al cebano. Il Consorzio aveva inviato una lettera ai sindaci dei 23 Comuni invitandoli a sensibilizzare i cittadini verso un consumo oculato dell’acqua. «A causa delle scarse precipitazioni le fonti di approvvigionamento si sono notevolmente ridotte. Inoltre l’Acquedotto delle Langhe e delle Alpi cuneesi ha provveduto a ridurre l’integrazione idrica», scrive il presidente del Calso, Marco Botto, che aggiunge: «Al momento non si sono verificate mancanze idriche, ma il perdurare dell’assenza di precipitazioni porterà al verificarsi di criticità in alcuni Comuni, al punto di dover razionare l’alimentazione idrica». Per far sì che questo non accada il Calso ha chiesto ai sindaci di «rendere nota la situazione alla popolazione, invitandola a usare l’acqua in modo parsimonioso, evitando sprechi».

Quindi, almeno per ora, la rete dell’Acquedotto Langhe sud occidentali (oltre 550 chilometri di tubature e 27 tra sorgenti e pozzi) ha fronteggiare la carenza idrica, senza disservizi per le oltre diecimila utenze e i 20 mila abitanti allacciati.

Dalla direzione dell’Acquedotto delle Langhe e delle Alpi cuneesi anche prima della pioggia erano arrivate  notizie rassicuranti. Spiega il direttore Cinzia Bossa: «Non si sono registrate criticità e siamo in grado di assicurare la portata d’acqua prevista dai contratti».  L’Azienda consortile, nata negli anni ’50 proprio per dissetare una Langa alle prese con gravi carenze idriche, oggi serve un centinaio di Comuni dalla Langa fino a Canelli e Nizza Monferrato.

Anche l’Alse (Alta Langa servizi), gestore del ciclo idrico in 20 paesi, per ora non segnala disagi. Spiega il presidente Mario Viazzi: «Prendiamo in parte l’acqua dall’Acquedotto delle Langhe, che ha ridotto leggermente l’erogazione, ma abbiamo anche captazioni nostre e al momento non ci sono problemi».

E per fronteggiare l’emergenza nei giorni scorsi l’Uncem ha rilanciato l’ipotesi di realizzare piccoli invasi  nelle vallate alpine «Non servono progetti di enormi dimensioni, impattanti e contrastati dall’opinione pubblica. La crisi idrica impone che questo tema non sia più derogato», afferma il presidente dell’Uncem Piemone Lido Riba.

Corrado Olocco

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