I nomi dei vini non si toccano

GRINZANE CAVOUR Non sempre la semplificazione ha effetti positivi. Nel nome della semplificazione, la modifica (per ora “congelata”) di una norma europea, rischia di liberalizzare l’uso dei nomi dei vini che identificano anche un vitigno, come Nebbiolo, Barbera o Brachetto, permettendone l’utilizzo anche a produttori di altre parti d’Italia o stranieri, con seri rischi per i vini protetti da denominazioni di origine.

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Marta Giovannini (Circolo Pd del vino) e l’europarlamentare Mercedes Bresso.

 

 

Per fare il punto della situazione, la scorsa settimana al castello di Grinzane si è svolto un incontro promosso dal “Circolo Pd del vino” al quale è intervenuta l’europarlamentare Mercedes Bresso. «La norma vigente tutela le Doc con il nome del vitigno e dice che non si può usare liberamente il nome di un vino uguale a quello del vitigno», ha spiegato Bresso, citando una sentenza dell’Alta Corte di Madrid che ha negato a un produttore spagnolo l’uso del nome Lambrusco. «La proposta per ora è bloccata e il commissario all’agricoltura ha assicurato che non andrà avanti in questa forma, ma una decisione non è ancora stata presa. Pertanto è necessario tenere alta l’attenzione, la battaglia è in corso ma non è ancora vinta», ha aggiunto Bresso.

«È una battaglia da fare e da vincere, ma si deve pensare anche al futuro guardando più al nome del territorio che a quello dei vitigni», ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero. E nella nostra zona non mancano gli esempi di aree che hanno puntato sul nome geografico accanto o al posto di quello del vitigno (Dogliani, Verduno Pelaverga o Roero Arneis).

I timori della parte produttiva sono stati espressi dal presidente del “Consorzio di tutela Barolo Barbaresco, Alba Langhe Dogliani” Pietro Ratti, che ha affermato: «La preoccupazione principale riguarda il Nebbiolo, ma anche vini come Nascetta e Favorita, sui quali molti produttori giovani hanno investito. Difendere i vitigni è prioritario, ma bisogna anche prepararsi a quando non potranno più essere protetti. In questo senso è fondamentale puntare su nomi geografici. Fuori dell’Europa vale solo la registrazione del marchio. Per questo registreremo al più presto i marchi Langhe e Dogliani». Anche per evitare, come è accaduto, che il nome “Dolcetto d’Alba” venga registrato in Cina.

Corrado Olocco

 

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