Il premio Ancalau si sdoppia

BOSIA L’Ancalau, in soli due anni, ha conquistato un’indiscussa reputazione, notorietà e visibilità che hanno varcato i confini regionali. Nel 2014, appena nato, il premio andò a Oscar Farinetti. E fu proprio il creatore di Eataly, in quell’occasione, a lanciare l’idea di trasformarlo in uno strumento per incoraggiare i giovani a progettare e intraprendere. Nacque così il premio Start-up giovani che lo scorso anno incoronò il progetto “Caviale di lumaca” di due giovani agronomi: Alice e Guillermo Lujan. L’originale lavoro conquistò anche il premio Start-up food dell’Expo di Milano, confermando la visione anticipatrice dell’Ancalau. Ancalau in dialetto langarolo significa “colui che osa”. Con questa iniziativa, il piccolo Comune di Bosia, in collaborazione con l’associazione culturale Ancalau ed Eataly, vuole dare nuova vitalità alla progettualità del mondo giovanile, legata a valori antichi, di tenacia e fantasia che hanno consentito lo sviluppo esemplare di un’area, un tempo non lontano, ancora depressa.

Ancalau
Le autorità e gli organizzatori alla scorsa edizione del premio.

Il premio tornerà a Bosia per la terza edizione, domenica 19 giugno, sdoppiandosi nei riconoscimenti. Nel primo, saranno premiate le idee, il coraggio e la progettualità dei giovani fino a 35 anni con 10mila euro messi in palio da Eataly (il bando di partecipazione è scaricabile dal sito www.eataly.it/ancalau). La giuria di esperti, presieduta da Oscar Farinetti, sceglierà il vincitore in un confronto diretto e pubblico tra cinque finalisti. Il secondo premio, dedicato alle imprese e alle persone che hanno osato e si sono realizzate nei più diversi settori di attività, andrà al Mulino Marino di Cossano Belbo, oggi leader di una produzione di farine presenti da New York a Tokyo, da Dubai a San Paolo del Brasile, oltre che nella più qualificata distribuzione e ristorazione italiana. La famiglia Marino, che da generazioni vive e lavora a Cossano Belbo (le antiche cronache fanno risalire all’anno Mille il primo insediamento in loco di un’attività molitoria), governa oggi una filiera produttiva che inizia alla fonte, dalle colture cerealicole, prevalentemente in alta Langa. Coerentemente con la sua filosofia di lavoro, l’attività del Murino Marino è interamente basata su fonti rinnovabili, rappresentando un modello di grande successo e una fonte d’ispirazione per nuove forme d’impresa fondate sui principi di tradizione, innovazione, efficienza e sostenibilità.

Fabio Gallina

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