Meningite: che rischi corriamo?

ALBA Nelle scorse settimane sono balzati agli onori delle cronache alcuni casi di meningite: a Fossano una maestra d’asilo ha contratto la malattia e l’Asl locale ha invitato i bimbi e le loro famiglie a vaccinarsi; ad Asti si è ammalata una bimba di 9 anni. In tutta la regione i casi registrati da inizio anno sono 6.

cervello
Abbiamo posto alcune domande a Franco Giovanetti, direttore del servizio vaccinazioni e profilassi malattie infettive dell’Asl Cn2 per conoscere meglio questa patologia che tanto spaventa.
Che cos’è la meningite?
<EM>«Un’infiammazione delle membrane, le meningi, che avvolgono il cervello e il midollo spinale. L’origine è infettiva: virale, batterica o da funghi. La forma virale è quella più comune e di solito non ha conseguenze gravi. Le meningiti batteriche sono più rare ma anche molto più gravi e si diffondono attraverso i portatori, ossia persone che ospitano il batterio nelle prime vie respiratorie ma non hanno sintomi».
Come si cura?
«La terapia delle meningiti batteriche è basata sugli antibiotici; questi ultimi sono usati anche per la profilassi delle meningiti da meningococco: l’antibiotico è somministrato alle persone che sono state a più stretto contatto con il malato, al fine di “sterilizzare” i possibili portatori. Esistono vaccini contro tutti e tre i batteri che causano meningite; alcuni, come il meningococco C, lo pneumococco e l’Haemophilus, fanno parte già da anni del calendario vaccinale pediatrico, altri, come il meningococco B, sono di prossima introduzione. Il rischio di ammalarsi è basso, ma le conseguenze possono essere gravissime».

a.r.

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