Luciano Bertello: «Ve li spiego io i conti dell'Enoteca del Roero»

INTERVISTA Parla l’ex direttore della struttura di Canale, ripercorrendo le tappe di una lunga gestione, che si sta arenando in attesa di nuove nomine, a quanto pare ancora di là da venire
Bertello, lei resta nell’occhio del ciclone. Pare non si riesca a sbloccare la situazione. Il punto sono i numeri. Che cosa ha da dire in merito ai conti dell’Enoteca del Roero?                                                            «Mi dispiace che ogni volta che si è parlato dell’Enoteca si sia fatto riferimento ai conti con indeterminatezza. Mi sarei aspettato, almeno da parte di qualcuno dei sindaci con più mandati alle spalle, tre inoppugnabili verità che avrebbero fatto chiarezza».
La faccia, allora!
«1. Tutti i bilanci sono stati approvati all’unanimità dai soci (i 20 Comuni viticoli del Roero più Alba e Bra); 2. Dal drammatico esercizio finanziario 2011 una commissione di sindaci, guidata dal presidente Marco Perosino, ha sempre accompagnato il Consiglio di amministrazione; 3. Il Cda ha amministrato con attenzione, senza mai sforare dai bilanci di previsione».

Luciano Bertello e ministro Maurizio Martina
Luciano Bertello e il ministro Maurizio Martina, durante una recente manifestazione all’Enoteca di Canale, dedicata al tartufo bianco

 

Perché si vuole cambiare?
«Nessun intento polemico, ma rispondo con una domanda: perché non sentirsi orgogliosi per aver tenuto viva l’attività dell’Enoteca e alimentare invece i dubbi?».
Lei parla sempre del 2011. Che cosa è successo?
«Per capire bisogna partire dagli esercizi 2009 e 2010 che hanno registrato chiusure positive. Il nefasto esercizio 2011, con l’improvviso azzeramento dei contributi regionali, comunicato per di più a esercizio chiuso, è stato una vera mazzata per il sistema delle Enoteche regionali. L’inevitabile choc finanziario è stato superato grazie alla collaborazione dei soci e delle aziende associate (attraverso un ritocco delle quote di contribuzione), attraverso una ulteriore revisione di ogni voce di spesa, nonché attraverso un drastico ridimensionamento dei progetti e dell’attività promozionale e della loro cadenza annuale. In ultimo, anche attraverso contributi regionali deliberati dalla Giunta di Sergio Chiamparino e utilizzati sui bilanci 2013 e 2014. Nonostante le difficoltà, gli esercizi 2012, 2013, 2014 sono stati chiusi in sostanziale pareggio. L’esercizio 2015, pur presentando maggiori difficoltà, chiuderà in pareggio (stando alle assicurazioni dei soci). In questi ultimi esercizi le attività promozionali non hanno pesato sulle finanze, coperte da entrate cercate dal Cda. Senza l’azzeramento dei contributi regionali, la situazione sarebbe positiva».
Tutto bene quindi? La colpa è della Regione?
«No. L’Enoteca ha croniche difficoltà di cassa, aumentate dopo il 2011. Ma, nonostante le difficoltà a coprire addirittura le spese fisse di gestione, l’Enoteca del Roero ha adempiuto ai suoi scopi statutari: amministrare bene quanto i soci mettono a disposizione; svolgere attività promozionale a favore dei vini e del Roero; avere cura dei locali».
Quanto hanno pagato i soci in questi 20 anni?
«Dal 1995 al 2001 nulla è stato chiesto. Dal 2002 al 2011 i 22 Comuni soci hanno contribuito complessivamente per 30mila euro all’anno, con quote varianti da 647 a 1.400 euro (soltanto 5 Comuni con quote superiori ai 1.000 euro), con quote forfettarie per Alba e Bra (2.582 euro) e Canale (7.746 euro). Dal 2012, dopo l’azzeramento dei contributi regionali, le quote annuali sono state grosso modo raddoppiate. Nulla è mai stato chiesto per tutte le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria (soltanto Canale vi ha concorso in qualche misura). Nulla nemmeno per le spese di promozione».

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m.g.o.

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