Pecchenino presidente del Consorzio Barolo e Barbaresco

VINO Il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani ha il nuovo presidente: è Orlando Pecchenino, 54 anni, enologo, che con il fratello Attilio conduce con successo un’azienda vitivinicola a Dogliani, nel cuore di quella Docg che alcuni anni fa ha deciso il coinvolgimento con l’altro Dolcetto, quello delle Langhe monregalesi, costruendo di fatto una sola denominazione. Situazione rara nell’Italia dei campanili. L’elezione è avvenuta giovedì scorso, in occasione di un’assemblea molto partecipata, che ha provveduto all’elezione, insieme al presidente, anche dei componenti degli altri organi sociali, in particolare il Consiglio di amministrazione.

PECCHENINO E RATTI
Da sinistra: Orlando Pecchenino e il suo predecessore Pietro Ratti.

L’eredità di Pietro Ratti. Orlando Pecchenino raccoglie il testimone di questa rappresentanza prestigiosa da Pietro Ratti, che ha retto la presidenza del Consorzio per due mandati consecutivi e ha pilotato la struttura albese verso mari tranquilli e orizzonti sereni. Nelle scorse settimane, qualcuno si è chiesto come mai in seno al Consorzio non ci fosse la corsa alla presidenza e il confronto serrato che caratterizza altre strutture analoghe. I più hanno fatto notare come questa situazione di tranquillità non sia casuale, bensì il frutto di una situazione positiva che regna un po’ per tutti i vini tutelati da questo organismo, non solo Barolo e Barbaresco.

È una presidenza di continuità quella di Orlando Pecchenino, che nella legislatura appena conclusa ricopriva la carica di vicepresidente insieme ad Aldo Vacca in rappresentanza del Barbaresco. Una continuità che abbiamo ritrovato nelle parole del neopresidente quando ha ribadito che il suo incarico «darà seguito al lavoro svolto finora da Pietro Ratti con la volontà precisa di far crescere tutte le Langhe del vino». Perciò, Pecchenino ha ribadito che sarà dedicata la massima attenzione al Barolo e al Barbaresco, ma senza trascurare gli altri vini del territorio, per costruire un settore solido e di grandi prospettive future.

Un segno del destino. La presidenza di Pecchenino non è arrivata a caso. La stessa assemblea di giovedì scorso, infatti, ha modificato ufficialmente anche la denominazione del Consorzio. A seguito della decisione dei produttori del Roero di istituire un organismo autonomo, l’assemblea ha preso atto della nuova situazione e ha modificato la denominazione da Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero a Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Quasi un segno del destino in un organismo associato che è il portavoce ufficiale delle denominazioni del territorio.

I numeri sottolineano l’importanza di un Consorzio che ha superato da poco gli 80 anni di attività. Sono 508 le aziende vitivinicole associate, con una dotazione di 9mila ettari di vigneti, una produzione globale di oltre 60 milioni di bottiglie e dieci denominazioni tutelate: Barolo, Barbaresco, Dogliani, Diano d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe, Dolcetto d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Verduno e Alba. A breve sarà ufficializzata anche la composizione del nuovo Consiglio di amministrazione.

Tra gli impegni del presidente appena eletto ricordiamo la nuova edizione di Grandi Langhe Docg, la terza, programmata dal 2 al 4 aprile 2017.

Giancarlo Montaldo

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