Balla, un futurista in fondazione Ferrero

ALBA Anteprima della mostra dedicata al maestro piemontese
La fondazione Ferrero ha presentato la nuova mostra – dal 29 ottobre al 27 febbraio 2017 – dedicata a Giacomo Balla (1871-1958), grande artista piemontese e maestro del futurismo. L’esposizione sarà allestita in collaborazione con la Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio del Piemonte e la Galleria d’arte moderna di Torino e, com’è tradizione, è stata presentata venerdì nella sala del centro ricerche Pietro Ferrero dalla curatrice, Ester Coen.

Docente di storia dell’arte all’Università dell’Aquila e curatrice di importanti mostre internazionali, Coen è tra i massimi esperti di futurismo e metafisica: «Ho accettato con entusiasmo la difficile sfida di organizzare la mostra di Balla. Difficile perché bisogna cercare di dare rilievo alla duplice natura dell’artista: forti radici con il territorio piemontese e incredibile apertura alle avanguardie», spiega.

Presentazione mostra Giacomo Balla 1
Da sinistra: Edo Milanesio, segretario direttore della fondazione Ferrero, la curatrice della mostra Ester Coen e il giornalista Piero Bianucci.

«Per questo percorso ho individuato tre momenti artistici di Balla: prefuturista, divisionista e futurista. Si tratta di una mostra comprensibile e piacevole per i visitatori che avranno l’occasione di ammirare alcune tra le opere più famose e inavvicinabili come Dinamismo di un cane al guinzaglio del 1912, la cui ultima esposizione italiana risale al 1986 e che attraverso il movimento dell’animale descrive lo studio della successione dinamica nello spazio e nel tempo. Tra le altre opere Luna park a Parigi del 1905, dove si sottolinea lo studio del colore e della luce, Esposizione dinamica+velocità e Linee andamentali+successioni dinamiche, entrambe del 1913, nelle quali si ritrova lo studio del movimento e del dinamismo».

Ad affiancare la storica dell’arte Piero Bianucci, scrittore e giornalista scientifico: «L’amore provato da Balla per il cosmo e la natura si uniscono a creare un’opera d’arte – Mercurio passa davanti il Sole – che rappresenta un fenomeno realmente avvenuto. Era il 7 novembre 1914 quando Balla, munito di cannocchiale, osservò il passaggio». Il raro evento ammirato dall’artista è tornato a ripetersi lunedì 9 maggio: un puntino nero che ha transitato sul disco solare.
Enrica Dellapiana

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