La qualità dell’aria in città e l’odore di cacao che prende la gola e il naso

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Gentile direttore, nei giorni di Vinum sono stato ad Alba e, siccome sono mattiniero, sono rimasto sorpreso, uscendo per strada, di essere preso alla gola e al naso da un forte odore che, mi hanno poi spiegato, è di cacao e proviene dalla nota azienda dolciaria albese.
Ho chiesto se ci fosse stato un incidente allo stabilimento con la fuga di qualche nube. Invece mi hanno detto che quell’odore è la norma, che ormai gli albesi si sono assuefatti e non ci fanno più caso.
Ma per me era un odore nauseabondo e irritante. Mi chiedo, pertanto, se una città come Alba che punta al turismo non debba pensare anche alla qualità dell’aria, oltre che dei prodotti enogastronomici.
Quando una gastronomia diffonde l’odore del pollo arrosto scattano comitati di condominio e di quartiere per costringere a mettersi in regola. Per la città di Alba e le sue aziende le regole non ci sono?
Antonio Calabrese, Torino

don rizzolo antonio_qL’inquinamento dell’aria è un grave problema dei nostri giorni, soprattutto nelle città. Per ridurne l’impatto, in qualche caso si è anche arrivati a vietare la circolazione delle auto. Le cosiddette polveri sottili sono tra le sostanze più pericolose per la salute e derivano dalle emissioni causate dal riscaldamento domestico, dai fumi delle fabbriche, dagli scarichi delle automobili. Ne sappiamo qualcosa anche ad Alba. Per ogni forma di emissione nell’atmosfera ci sono, comunque, delle regole da rispettare, dei limiti a cui attenersi e le relative sanzioni.
Per quanto riguarda lo stabilimento dolciario albese, penso che queste regole siano fatte rispettare e che dunque non ci siano problemi di inquinamento. Rimane però l’eventuale fastidio per determinati odori, per i quali penso che la legge preveda un limite di tollerabilità. Ma qui lascio il giudizio agli esperti. Personalmente l’odore di cacao che talvolta si sente ad Alba, a seconda di come tira il vento, non mi ha mai creato problemi, così come, penso, agli albesi in genere. In qualche modo, può essere quasi considerato una caratteristica della città della Nutella e dei Rocher. Non mi ha mai dato fastidio nemmeno l’odore di pollo arrosto delle gastronomie. Quello del pane appena sfornato, addirittura, lo trovo molto piacevole. Insomma, c’è una certa soggettività nella valutazione. Chissà cosa pensano, in proposito, i nostri lettori?

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