Scuola – lavoro, bella esperienza che punta a migliorare

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ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO Siglato l’accordo tra Istituti superiori, comuni, Diocesi, enti, i ragazzi del ’99 hanno iniziato. Ecco i loro racconti delle esperienze vissute.

C’è chi ha preparato colazioni all’interno degli alberghi, come Bea e Sara, chi ha tradotto brochure pubblicitarie e testi, come Nico, chi ha lavorato in librerie come Francesco, laboratori di analisi come Mattia, pasticcerie come Chiara, e ancora in biblioteche, aziende agricole, agenzie di viaggi, panifici, asili, ristoranti e bar.
Si sono sparsi un po’ ovunque, da Alba alle Marche e fino in Spagna, i circa 1.500 ragazzi del ’99 che hanno affrontato l’alternanza scuola lavoro. E se per gli allievi di alcuni istituti il passaggio dai banchi di scuola a quelli da lavoro è prassi consolidata, come nei professionali o al liceo psicopedagogico, per gli studenti di linguistico, scientifico e classico, il programma introdotto dalla Buona scuola è stata davvero una novità. Quasi un rito di passaggio.

Al suo primo anno di attuazione, l’alternanza scuola lavoro si è aperta, ad Alba, con la firma di un protocollo d’intesa che ha visto i dirigenti scolastici di tutte le scuole superiori impegnarsi, con i delegati di associazioni di categoria, Diocesi, Comuni, enti e associazioni per creare, dal prossimo anno, un programma articolato e capillare per l’inserimento degli alunni. Eliminando così le difficoltà registrate in questa prima esperienza.

Ne è convinto Alessandro Zannella, dirigente del Da Vinci, i cui 150 studenti di terza hanno effettuato l’alternanza dal 1° al 9 giugno: «Solo con l’avvio del programma ci siamo resi conto di aspetti organizzativi critici e capito come risolverli». Paola Bogetto, dirigente al Cillario Ferrero, il cui programma prevede 400 ore di alternanza nel triennio, contro le 200 dei licei, è dello stesso avviso: «Noi abbiamo piani di stage consolidati, ma il neonato comitato tecnico scientifico permetterà alle aziende di incidere nella programmazione e alle scuole di vedersi riconoscere un maggior peso nello sviluppo sociale e produttivo del territorio». E potrebbe anche coordinare i progetti di alternanza dei vari istituti. Oggi portati avanti in maniera autonoma, tanto che c’è chi li ha distribuiti nel corso dell’anno scolastico (Einaudi), chi li ha concentrati nell’ultima settimana di scuola (Da Vinci) chi li ha rimandati all’estate (Govone e Cocito). Precisa Luciano Marengo, preside del Govone: «Gli studenti del Liceo artistico hanno seguito una settimana di formazione condotta in aula dalla fondazione Color your life, quelli del Classico un intervento formativo sul diritto. I nostri ragazzi concentreranno le ore lavorative nell’estate del quarto anno». Gli studenti del Cocito, invece, faranno 120 ore di stage in questa estate, lasciandone solo 80 da dividersi tra quarto e quinto anno.

Il preside Bruno Gabetti ne chiarisce i motivi: «Non abbiamo voluto sovraccaricare gli studenti con studio e lavoro. Abbiamo un parterre di oltre cento aziende su cui contare e abbiamo rivolto la possibilità di stage facoltativo anche ai ragazzi di quarta».
E se nuovo è il passaggio, i ragazzi si rivelano una certezza. Zannella commenta: «Li hanno giudicati educati, collaborativi, pronti ad apprendere, motivati. Dobbiamo stare attenti a non disilluderli».

v.p. e c.g.

 

Le voci dei ragazzi

Stanchi, un po’ straniti dalla novità di avere a che fare con capi, colleghi e clienti. A volte in difficoltà ad organizzarsi il lavoro per rispettare i tempi, ben più pressanti di quelli scolastici. Ma sempre soddisfatti ed entusasti. Certi di aver «imparato cose diverse e nuove». I commenti raccolti tra gli studenti che hanno partecipato all’alternanza scuola lavoro hanno caratteristiche comuni, pur nella diversità delle testimonianze.

C’è chi, forte di contatti diretti presi con alberghi e strutture recettive, ha svolto lo stage in altre regioni o chi, in virtù di partnership consolidate dalla scuola, è stato persino all’estero. E chi ha vissuto l’alternanza scuola lavoro quasi sotto casa. Tra i luoghi più gettonati figurano gli alberghi e le strutture recettive, che hanno impiegato i ragazzi del ’99  principalmente come camerieri, assistenti in reception e traduttori.

Bea (Liceo Linguistico) , che ha già  partecipato più volte a vacanze studio all’estero, conferma l’utilità dello stage: «Da questa esperienza porto a casa un uso più immediato dell’inglese. Il confronto con i clienti mi ha permesso di misurare la mia padronanza della lingua in contesti imprevisti e di acquisire un “vocabolario lavorativo” che difficilmente si sperimenta in aula».
Enrico (Arte bianca) ammette di aver avuto difficoltà a stare al passo con i tempi della panetteria pasticceria di Alba dove ha lavorato: «Durante lo stage ho imparato metodi diversi e l’esperienza di dover adattare l’impostazione del lavoro per assecondare le richieste della clientela».

Dello stesso avviso Chiara e Simone (Arte bianca) che hanno prestato servizio in pasticcerie a Racconigi e a Carmagnola: «Abbiamo imparato tecniche professionali da mani nuove e che il sabato si lavorava il triplo rispetto alla settimana». Simone aggiunge una nota sui contatti umani: «L’ambiente, le persone mi hanno spronato a far sempre meglio. Anche i toni forti dei rimproveri mi hanno aiutato a “pedalare” e vedere che si fidavano di me è stata una grande soddisfazione».

L’esperienza all’estero ha permesso a Sara (Arte bianca) di scoprire ricette diverse, adatte al diverso gusto della popolazione, anche se «il confronto mi ha fatto capire che la nostra cucina è imbattibile», commenta.

Mattia, che frequenta l’indirizzo chimico biologico del Piera Cillario Ferrero, è soddisfatto di quanto vissuto e appreso in un grosso laboratorio di analisi  dell’albese: «Ho imparato a sbrogliarmi, a confrontarmi con macchinari all’avanguardia come mai ne avevo visti e che, fuori dalla scuola, non esistono pause, soste pranzo, campanella di fine giornata.  Prima di tutto c’è il lavoro, che va completato nel tempo assegnato. È stata un’esperienza stancante, ma che mi ha insegnato moltissimo».

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