Popolazioni in fuga. A Montà i Medici senza frontiere raccontano

Con Medici senza frontiere per

MONTÀ Il gruppo consiliare Per Montà ha organizzato una serata informativa in collaborazione con Medici senza frontiere. L’appuntamento è per giovedì 23 giugno alle 20.30 nella chiesa di San Michele, il titolo della serata è “Popolazioni in fuga. La sfida umanitaria più urgente”. L’iniziativa  fa parte della campagna di Msf #Milioni di passi.
Diversi rappresentanti dei Medici senza frontiere, tra cui l’infermiera albese Sara Vaschetto, guideranno una serata fatta di storie vere, testimonianze dirette, foto, racconti ma anche di domande e risposte sui rifugiati e i richiedenti asilo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare
e informare tutti sullo scottante tema dell’immigrazione, a prescindere dalle idee di ognuno. Lo slogan sarà “Non siamo sicuri che
le parole possano salvare delle vite ma sappiamo con certezza che il silenzio uccide”. L’invito è aperto; per informazioni, telefonare al 345-46.38.183.

Andrea Audisio

Sara, infermiera senza frontiere, si racconta

LA TESTIMONIANZA Dalle campagne di vaccinazioni in Africa all’emergenza del terremoto ad Haiti, passando attraverso le cliniche mobili allestite in occasione dei conflitti armati tra l’esercito della Repubblica del Congo e i rivoltosi della provincia del Kivu. L’esperienza di Sara Vaschetto, infermiera albese, con Medici senza frontiere è vasta, lunga e intensa.
Il suo racconto si coagula proprio nella cifra dell’intensità: «Se penso alle missioni, la mente si affolla di visi, voci, nomi. La sensazione preponderante è quella di un’intensità di vita enorme, condensata in poco tempo».

Sara va oltre. «Per partire con Medici senza frontiere ci vogliono una forte spinta motivazionale, capacità di adattamento e spirito d’équipe. Si vivono situazioni emotivamente forti e drammatiche, lontano dalla coperta sicura dei propri affetti. Ma la restituzione in termini di gratificazione e crescita, sia umana sia professionale, è enorme».
La prossima missione? «Sono ferma dal 2012, quando è nato mio figlio. Oggi sono dipendente della cooperativa Progetto Emmaus, ma sostengo le attività di Msf e gli obiettivi che persegue». Sara racconterà dal vivo la sua esperienza nella conferenza di giovedì 23, di cui trattiamo sopra.

v.p. e a.r.

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