Il Centro nazionale studi tartufo rinnova la fiducia ad Antonio Degiacomi

Se il tartufo non è più quello di una volta

ALBA I soci del Centro nazionale studi tartufo hanno rinnovato la fiducia al presidente Antonio Degiacomi, così come ai vicepresidenti Carlo Costa (Camera di commercio di Cuneo) e Pierantonio Botto (Unione associazioni trifolao piemontesi) per il prossimo triennio.

Il Centro nazionale studi tartufo è giunto al ventesimo anno di attività. Nel 1996 Giacomo Oddero ebbe l’Intuizione di dedicare un settore dell’Ente turismo a uno dei prodotti che più ha dato identità al nostro territorio. Il Centro studi si è poi costituito in associazione autonoma dal 2000. Ricerca scientifica, sensibilizzazione e divulgazione sono stati fin dal primo giorno gli obiettivi perseguiti.

La codificazione dell’analisi sensoriale del tartufo e la formazione di un centinaio di giudici del tartufo sono stati un contributo originale che ha consentito di garantire la qualità del prodotto nelle fiere e la divulgazione della conoscenza presso un vasto pubblico. Il ripristino di tartufaie naturali in declino di produzione attraverso corrette pratiche colturali è stato un altro campo di attività. Il collegamento con le Università e con i maggiori studiosi a livello internazionale ha consentito di realizzare importanti convegni scientifici su vari aspetti, in particolare negli ultimi anni sulla genomica del tuber magnatum Pico.

Fondazione Crc, Antonio Degiacomi: le ragioni della sconfitta

«Il Centro studi – spiega il presidente Degiacomi – oltre all’attività ordinaria di certificazione e di comunicazione, oltre a specifici progetti che porta avanti, rappresenta la possibilità di una presenza costante sul tema e di sviluppo di una rete di collaborazioni. In questo momento partecipiamo al tavolo tecnico ministeriale per il cambiamento della legislazione in materia di tartufo e stiamo portando avanti insieme all’Associazione nazionale città del tartufo la candidatura della “cultura del tartufo” quale bene immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco. Insieme a Piercarlo Grimaldi e all’Università di Pollenzo sono stati documentati e approfonditi con interviste ai trifolao in tutta Italia gli aspetti antropologici presenti nella tradizione della cerca del tartufo. Inoltre collaboriamo con i progetti della Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba sulla cucina, il design, la raccolta di fondi per la salvaguardia delle tartufaie naturali. Siamo partecipi del progetto di allestimento di un museo policentrico del tartufo (Roddi, Alba, Montà, le tartufaie didattiche). Vogliamo inoltre rafforzare la collaborazione con le associazioni dei trifolao in particolare per gli aspetti ambientali, la tutela e la messa a dimora delle piante tartufigene. Ci sono progetti e intuizioni del passato da riprendere e rilanciare, come la rete di ristoranti del tartufo (Truffle club) e la proposta gastronomica del tartufo nero in particolare nella stagione turistica estiva. Partecipiamo alla Consulta della Regione Piemonte. Stiamo anche cercando di sviluppare relazioni e progetti a livello internazionale».

I soci del Centro studi sono: Ente turismo Alba Bra Langhe e Roero , Unione delle associazioni trifolao piemontesi, Associazione commercianti albesi, Camera di commercio di Cuneo, Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria, Comuni di Alba, Grinzane Cavour, Roddi, Vezza d’Alba, Mondovì, Ceva, Scagnello, Acqui Terme, Montechiaro d’Asti, Montiglio Monferrato, Unione montana Alta Langa.

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