Corrado Augias: «La crisi iniziò molti anni fa»

Corrado Augias: «La crisi iniziò molti anni fa»

L’INTERVISTA Lo scrittore e storico a Barolo con il saggio “Le ultime 18 ore di Gesù”
Ore 11. Piazza blu. Il fiume in piena di “collisionati” che di lì a poche ore avrebbe invaso le vie di Barolo è ancora lontano. La platea è gremita, ma attenta e ordinata, il venticello fresco rende l’atmosfera quasi poetica. Spetta a Corrado Augias aprire il fitto sabato di incontri. Proprio lui, classe 1935, giornalista, scrittore, storico, politico e conduttore televisivo, sale sul palco con passo elegante e deciso.

Augias è qui per presentare il suo ultimo lavoro: Le ultime 18 ore di Gesù, che racconta i momenti più enigmatici della vita di Cristo, momenti che per la maggior parte si svolgono durante la notte. Il suo è un approccio storico, ma narrato quasi come fosse un romanzo, dove si cerca di approfondire le vicende di tutti quei personaggi che la storiografia ha tramandato in maniera un po’ scolorita: Maria e Giuseppe in primis, senza tralasciare Ponzio Pilato, definito un «funzionario mediocre», e Giuda, il cui tradimento rimane uno dei punti più controversi.

Augias, l’umanità sta vivendo un momento di grande crisi. Quanto è attuale oggi la figura di Gesù Cristo?

«Gesù Cristo è una figura di straordinaria importanza per tutta l’umanità e le parlo da non credente. È colui che ha messo in gioco la propria vita per cambiare la storia. Il suo personaggio potrebbe essere paragonato ai grandi classici della letteratura, come l’Ulisse di Omero. Sono vicende valide allora come oggi, perché vanno a cogliere la nostra natura di esseri umani, la nostra essenza, per questo sono eterne. Parliamo, ci muoviamo, mangiamo in maniera diversa, ma siamo sempre noi».

Sono tantissimi gli autori che si sono confrontati con questo argomento, quali sono state le sue fonti di riferimento?
«Tutti i Vangeli, ma anche autori classici come Tacito, Svetonio, Giuseppe Flavio, Dione Cassio e Filone di Alessandria. Queste fonti sono talmente contraddittorie, frammentarie e a tratti incerte che è ancora possibile interpretarle con un punto di vista nuovo».

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Lo scrittore Corrado Augias

Lei è anche conduttore di programmi televisivi incentrati sulla storia, tutti di grande successo, come Enigma e Visionari, per citarne alcuni. Qual è il segreto per rendere la storia appetibile al grande pubblico?
«Questa è una domanda molto difficile! Occorre rendere la storia palpitante, far capire alle persone che ciò che è accaduto altrove, tanti anni fa, è ancora interessante, ma allo stesso tempo è un errore raccontare la storia con l’ottica di oggi, perché bisogna narrarla con il punto di vista dell’epoca in cui i fatti sono avvenuti. Raccontare la storia è dunque un dibattersi tra questi due poli opposti».

Un’ultima domanda: vorrei il suo punto di vista su ciò che stiamo vivendo oggi. Che cosa sta succedendo, signor Augias?
«Stiamo attraversando una fase di passaggio, che si chiama in senso tecnico “crisi”. La crisi è cominciata tanti anni fa, quando dopo la fine della seconda guerra mondiale il mondo ha ripreso a muoversi. Si muove per stabilire nuove aree di influenza politica e nuovi domini, sia dal punto di vista militare e territoriale, sia dal punto di vista religioso. Per me questo è il nocciolo della questione».
Francesca Pinaffo

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