La storia di Margherita, perpetua per oltre sessant’anni

La storia di Margherita, perpetua per oltre sessant'anni 1

MONTÀ
Aveva solo 21 anni quando le fu affidata la prima canonica
Il 5 luglio Margherita Viglione ha compiuto 100 anni circondata dall’affetto dei tanti nipoti e del personale di Ca’ nostra, la casa di riposo di San Rocco di cui è ospite da sei anni.
Ultima di cinque figli (aveva due sorelle e due fratelli), Margherita è oggi la residente montatese più vecchia. A soli 21 anni è diventata perpetua dell’allora parroco di San Rocco, don Giovanni Raimondo. Si è mai sposata e non ha avuto figli. Quando siamo andati a trovarla ci ha accolto insieme alla nipote Paola Casetta.
«La mia è stata una vita al servizio della Chiesa e dei suoi sacerdoti», ha esordito la centenaria, brillante, allegra, ben disposta e pronta a rispondere alle domande con una grinta inattesa.
«Dopo venti anni a San Rocco sono stata mandata a seguire don Michele Messa a Camo. Con lui sono stata quarant’anni, fino a quando, dopo la sua morte, sono tornata a Montà, nella canonica di San Vito. Qui ho servito ancora don Riccardo Rabino, che si è spento dopo pochi anni, e poi sono rimasta sola fino al 2010 quando mi sono trasferita qui. Sono felice della mia vita e orgogliosa di aver servito per tanti anni un’istituzione in cui credo e di aver supportato al meglio delle mie capacità i preti e le canoniche che mi sono stati affidati. Per fortuna sono sempre stata bene e anche ora mi sento in forma, anche se non ho molto da fare. Ma d’altra parte, a una certa età, bisogna riposarsi, no?».

 a.au.

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