Boschi: una riforma costituzionale per dare maggiore stabilità al Paese

Boschi: una riforma costituzionale per dare maggiore stabilità al Paese

ALBA Il ministro per le riforme istituzionali Maria Elena Boschi è stata ad Alba per un incontro organizzato dal circolo del Partito democratico del vino per sostenere le ragioni del sì al referendum costituzionale del prossimo autunno. «Il voto dei cittadini per questa riforma costituzionale sarà fondamentale. Pur consci del fatto che sono molti gli aspetti da migliorare in questo Paese, sappiamo che questo percorso è l’inizio del cambiamento e della modernizzazione di questa Italia», ha affermato il ministro Boschi,  spiegando di cosa tratta la proposta che il Parlamento ha fatto al Paese e contenuta nel testo di legge approvato lo scorso 12 aprile.

«Siamo chiamati a decidere come comunità – ha detto – e questa riforma non andrà a intaccare i principi fondamentali, i valori nei quali ci riconosciamo tutti, ma perché questi possano essere sempre più utili e vicini al cittadino e attuati fino in fondo, occorre modificare la seconda parte della Costituzione, quella che riguarda i diversi livelli di governo per tendere a uno Stato che funzioni meglio sia più semplice».

Ci si chiede quali siano le modifiche proposte dal provvedimento e perché gli italiani dovrebbero votare sì. «Ci siamo posti degli obiettivi, come dare maggiore stabilità del Paese, avere più credibilità nei confronti dell’Europa e una maggioranza stabile in Parlamento che sia scelta direttamente dai cittadini».

«Il superamento del bicameralismo paritario, dove sarà solamente la Camera a dare la risposta in merito alle leggi e soprattutto in tempi certi, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), una suddivisione dei poteri più netta tra Stato e regioni, una radicale riforma del Senato della Repubblica, la cui principale funzione diventerebbe quella di rappresentanza delle istituzioni territoriali e il numero dei senatori ridotto (da 315 a 100) porteranno ad avere un Paese che funzionerà meglio e in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini» ha evidenziato Boschi, per poi dichiarare: «Questa riforma non è solamente del Partito democratico ma dell’Italia intera, e riguarda tutti noi. Dunque quando andremo a votare, non dovremo avere in mente il Partito, ma i nostri prossimi 30 anni, poiché le scelte fatte oggi ricadranno sui nostri figli e nipoti. Questo voto sarà una responsabilità tanto grande quanto bellissima».

Francesca Gerbi

 

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