Slow Food valorizzerà il vino dei terrazzamenti

Slow Food valorizzerà il vino dei terrazzamenti

VALLE BORMIDA Il vino prodotto con le uve coltivate sui terrazzamenti della Valle Bormida diventa un presidio Slow Food. L’annuncio è stato dato durante la recente Sagra della nocciola di Cortemilia dal sindaco Roberto Bodrito, che ha parlato di «un’opportunità importante per la zona».

Le caratteristiche del presidio sono state illustrate dal fiduciario albese di Slow Food Fulvio Prandi: «Non si tratta di una denominazione, ma di un riconoscimento. Il presidio serve a difendere un prodotto con caratteristiche particolari e con implicazioni culturali e ambientali. I terrazzamenti non sono solo importanti sotto l’aspetto paesaggistico, ma sono anche preziosi per la tutela e la tenuta del territorio».

Il nuovo presidio sarà presentato al Salone del gusto di fine mese. Per ora sono quattro i produttori interessati: le aziende vinicole Patrone Elena e Bruno Barberis di Cortemilia, Roccasanta di Perletto e Canonica Cesare di Torre Bormida. Tre giovani produttori e il decano dei vignaioli valbormidesi, quel Cesare Canonica che da sindaco e viticoltore ha vissuto gli anni più difficili della lotta contro l’Acna, quando per vendere il vino doveva scrivere “Torre B.” sulle etichette perché il nome Bormida era sinonimo di inquinamento.

Spiega l’enologo Enzo Patrone, promotore del progetto del presidio: «L’iniziativa nasce dalla volontà di tutelare una specificità della nostra zona che rischiava di andare persa. L’obiettivo è legare la tutela del territorio a un prodotto che si è sempre coltivato da queste parti, prima ancora delle nocciole».

Il presidio Slow Food coinvolge sia il Dolcetto d’Alba Doc, che il Langhe Dolcetto, vini prodotti dallo stesso vitigno. Le condizioni per entrare a far parte del presidio sono chiare: è necessario avere vigneti di Dolcetto terrazzati e si deve vinificare e imbottigliare nello stesso Comune in cui ci sono le vigne. «Il presidio non è a numero chiuso, anche altri produttori possono entrare a farne parte, a condizione che possiedano le caratteristiche richieste», continua Patrone, che aggiunge: «Si tratta di un’iniziativa importante, che ci permette di entrare nel circuito di Slow Food e di far conoscere sia le peculiarità della nostra zona che il carattere secolare di questa produzione».

Il vino che nasce sui terrazzamenti della Valle Bormida è un prodotto di nicchia. Per ora, spiega Patrone, la produzione si aggira sulle 15mila bottiglie. In Italia sono otto i presidi Slow Food legati a vino o vitigni; quello dei vini dei terrazzamenti valbormidesi è il terzo in Piemonte e va ad aggiungersi al Carema (prodotto nell’omonimo Comune torinese ai confini con la Valle d’Aosta) e al Moscato passito della Valle Bagnario di Strevi, nell’Alessandrino.

Corrado Olocco

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