In corso Asti si produrrà la bicicletta di Bernocco

In corso Asti si produrrà la bicicletta di Bernocco
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IMPRESE «Penso che un imprenditore debba prima di tutto essere un esempio per i propri dipendenti». Lo dice Giuseppe Bernocco, sempre il primo ad arrivare in azienda e l’ultimo ad andarsene. La Bianco a destra, la Tcn a sinistra; in mezzo un industriale, erede della tradizione imprenditoriale piemontese, capace di esportare in tutto il mondo prodotti di assoluta eccellenza.

Prende forma in corso Asti il sogno di Giuseppe Bernocco, l’uomo che con una buona dose di coraggio ha acquistato dalla Miroglio il grande stabilimento abbandonato per farne un polo di eccellenza nel campo della produzione dei macchinari (in modo particolare del settore tessile, ma non solo) e nella componentistica di alto livello per motociclette e automobili.

Siamo  tornati in corso Asti, dove già opera la Bianco (entro la primavera il trasferimento della Tcn). Sono passati poco più di tre mesi da quando, a luglio, Giuseppe Bernocco, solitamente refrattario ai microfoni, apriva le porte del nuovo impianto al nostro settimanale. Siamo stati i primi a raccontare l’idea dell’imprenditore cheraschese (l’articolo sulla pagina Facebook di Gazzetta è stato visualizzato 60mila volte) quando ancora era difficile pensare che qualcuno potesse acquistare un impianto industriale in disuso e farne il proprio quartier generale.

E ora che il polo produttivo da 300 dipendenti – «ma spero anche di più» – è quasi completato Bernocco già pensa allo sbarco nel settore della mobilità sostenibile. «È quasi pronta una nuova mountain bike: avrà, in esclusiva mondiale, un motore elettrico Shimano, come testimonial un pluricampione del mondo delle due ruote e un designer di fama internazionale. Sarà realizzata in gran parte ad Alba, destinata al mercato estero e porterà nuova occupazione», rivela l’imprenditore, che è anche titolare della Galup di Pinerolo, altra azienda riemergente, acquistata da pochi anni.

Marcello Pasquero

 

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