L’ente turismo si salva dalla rivoluzione del ministro

L’ente turismo si salva dalla rivoluzione del ministro

ALBA Il testo unico Madia (dal nome del ministro Marianna Madia) diventa legge e provoca una rivoluzione all’interno delle società partecipate, che toccherà anche Alba. Delle 7.181 miste pubblico-privato più di 2mila non saranno in regola con il provvedimento e dovranno essere poste in liquidazione. Per molte altre è prevista la redazione di un nuovo statuto e la nomina di un amministratore unico in luogo del Consiglio di amministrazione (che potrà esistere solo in particolari casi).

Le partecipate dovranno avere un numero di dipendenti superiore a quello degli amministratori e un fatturato superiore al milione di euro. Il testo prevede inoltre di chiudere le partecipate che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti.

Sono molto stretti i tempi: la riforma lascia sei mesi (a partire dal 23 ottobre) per l’alienazione obbligatoria delle partecipate fuori regola. Le società dovranno essere liquidate e chiuse con un debito pari a zero, un’imposizione che potrebbe creare grandi problemi ai Comuni del Roero soci dell’Enoteca di Canale.

L’Atl Alba, Bra, Langhe e Roero, con un bilancio che pareggia su 1,5 milioni non rientra tra le alienazioni imposte dal testo Madia. Delle dieci aziende turistiche regionali solo Torino, Cuneo e Alba rispondono ai requisiti della nuova legge. Per tutte le altre l’unica via sarà la fusione. E alla figura dell’amministratore unico dovrà affidarsi anche l’ente albese. Il direttore Mauro Carbone spiega: «Entro la settimana dovremmo completare la bozza del nuovo statuto. Non nascondo che la legge ha imposto un grande impegno, ma c’è chi ha problemi più seri».

Resta da capire come l’amministratore unico potrà da solo svolgere un ruolo per cui era previsto un Cda con 5 membri e un comitato d’indirizzo, che saranno azzerati.

Marcello Pasquero

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