C’è la Festa dei popoli insieme al vescovo: tavola rotonda e celebrazione in cattedrale

C'è la Festa dei popoli insieme al vescovo: tavola rotonda e celebrazione in cattedrale

ALBA A livello diocesano, sono previsti due appuntamenti per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che ha per tema: “Migranti minorenni: vulnerabili e senza voce”, e per la Festa dei popoli.

Venerdì 13 gennaio Nel salone di via Mandelli, alle ore 21, ci sarà una tavola rotonda sul tema dell’accoglienza dei minori con la partecipazione del vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, suor Teresinha Santin del servizio migranti della diocesi di Caserta, di Roger Davico dell’Anolf Cisl di Alba e di Rosy Pekalori mediatrice di Cuneo. Sono invitati tutti coloro che sentono l’urgenza di confrontarsi su questo delicato e attuale nodo sociale che interpella tutte le nostre coscienze e le nostre realtà ecclesiali.

Domenica 15 gennaio Alle 9.30, raduno dei migranti, provenienti dai paesi della diocesi, in piazza Duomo. Alle 10, saluto del vicesindaco Elena Di Liddo. Alle 10.30, accoglienza da parte del vescovo di Alba e deposizione all’altare da parte delle suore Scalabriniane di Siracusa, del crocifisso, fatto con il legno dei barconi dei migranti. Segue la Messa presieduta da monsignor Brunetti. La partecipazione alla Festa dei popoli in cattedrale è l’occasione per sviluppare un senso di fraternità più evangelico.

don Paolo Rocca, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes

Tra i migranti i minori sono i più svantaggiati

MIGRANTI E RIFUGIATI Il vescovo interviene sul tema voluto dal Papa per la Giornata Papa Francesco lancia un messaggio che deve essere raccolto da tutti. Egli parte dall’insegnamento stesso di Gesù presente in tutti e quattro i vangeli con queste parole: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Questo insegnamento pone al centro anche il minore straniero, più debole e fragile che mette inquietudine e interroga la nostra coscienza. Gesù spiega che per concretizzare come ha fatto lui non possiamo limitarci a un guardare da lontano, ma dare risposte vere, facendoci noi stessi piccoli e mettendoci in discussione.

Il "Tweet del Vescovo" Marco Brunetti per domenica 13 novembre

I tre vangeli sinottici Matteo, Marco e Luca, vengono ancora richiamati dal Papa nella suggestiva pericope che chiama in causa la responsabilità verso coloro che allo stato delle cose risultano tre volte indifesi: «perché minori, perché stranieri, perché inermi» e perciò soggetti a molteplici forme di sfruttamento che vanno dalla schiavitù alle persecuzioni, alla prostituzione, alla pornografia, al lavoro minorile, al traffico e all’abuso, ai bambini soldato, la droga e le cattiverie di ogni genere… Il Papa fa riflettere anche sui contenuti della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia scrivendo: «Tra i migranti i fanciulli costituiscono il gruppo più vulnerabile, perché mentre si affacciano alla vita sono invisibili e senza voce: la precarietà li priva di documenti, nascondendoli agli occhi del mondo; l’assenza di adulti che li accompagnano impedisce che la loro voce si alzi e si faccia sentire. In tal modo i minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado umano dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare».

Poi Francesco continua: «Pur senza misconoscere le problematiche e, spesso, i drammi e le tragedie delle migrazioni, come pure le difficoltà connesse all’accoglienza dignitosa di queste persone, la Chiesa incoraggia a riconoscere il disegno di Dio anche in questo fenomeno con la certezza che nessuno è straniero nella comunità cristiana, che abbraccia ogni nazione, razza, popolo e lingua». E più avanti: «Ognuno è prezioso, le persone sono più importanti delle cose e il valore di ogni istituzione si misura sul modo in cui tratta la vita e la dignità di ogni essere umano, soprattutto in condizioni di vulnerabilità, come nel caso dei minori migranti.

Le parole del Papa spiegano che l’accoglienza dei minori stranieri non può essere superficialmente delegata; essa è una realtà cruciale, drammaticamente seria che chiede un raccordo fortemente responsabile tra tutti coloro che a diversi livelli sentono di poter utilizzare sussidi adeguati alla complessità del problema. Francesco auspica che a livello civile ed ecclesiale, pubblico e privato in concerto concorde e rispettoso possano giungere a garantire ai minori protezione, integrazione e soluzioni durature.

monsignor Marco Brunetti

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