Centro di accoglienza nel carcere: la risposta di Prandi, garante dei detenuti a Cirio

Alba: tutto tace sul destino del carcere

CARCERE Il garante comunale dei diritti dei detenuti Alessandro Prandi risponde in merito all’ ipotesi dell’apertura nel Montalto di un centro di accoglienza per profughi.

La risposta di Prandi a Cirio

Prandi spiega: «Le dichiarazioni dell’onorevole Alberto Cirio sono quanto mai sorprendenti considerando l’altissimo livello istituzionale di chi le pronuncia. Se si hanno le prove di quello che Cirio “teme” possa succedere si espongono con tanto di documentazione altrimenti non si fa altro che alimentare paure e dare la stura alle più infime strumentalizzazioni.

«Stando ai fatti», aggiunge Prandi: «Esiste un documento, facilmente reperibile sul sito del Ministero della Giustizia, che aggiorna il bilancio 2016 dello stesso ministero assegnando alla Direzione del personale e delle risorse due milioni di euro per “adeguamento dei reparti di detenzione con rifacimento impianti idrico sanitari e termici”. Sui tempi sia il responsabile della direzione, Pietro Buffa, sia il Governo hanno fissato la riapertura entro la fine di quest’anno prevedendo comunque un graduale nuovo utilizzo degli spazi nel corso del 2017.

È un fatto incontrovertibile che tutta questa faccenda pone in luce una grande criticità: la mancanza di relazioni positive tra i molti attori del sistema carcerario in particolare tra i vari livelli dell’amministrazione penitenziaria e le istituzioni dei territori che ospitano le carceri. Questo oggi è un sistema che non dialoga, almeno non in modo positivo, alimentato tensioni, ritardi, incomprensioni che inevitabilmente si ripercuotono su chi in carcere vive oppure ci lavora. Prenderci cura del miglioramento delle relazioni. Dovrebbe essere questo il nostro orizzonte».

Alessandro Prandi Garante comunale dei diritti delle persone private della Libertà Alba

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