Asti-Alba, Pronello: «Il territorio dovrebbe autofinanziarsi piuttosto che invocare l’aiuto regionale»

Alba-Asti ultimo appello: le strade sono al collasso

CASALE-ASTI-ALBA Prospettive lungimiranti da parte di sindaci e amministratori, frenate in modo lapidario dall’intervento di Cristina Pronello,  presidente dell’Agenzia della mobilità piemontese.

Si è svolta questo pomeriggio, lunedì 13 febbraio, nel Centro culturale San Giuseppe,  la prima riunione albese del Tavolo tecnico della mobilità sostenibile, che riunisce rappresentanti di ordini professionali e di associazioni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Oggetto di discussione la riattivazione della tratta ferroviaria Casale Monferrato-Asti-Alba, dismessa dal 2012. Un collegamento prezioso ed ecosostenibile per  le colline tutelate come patrimonio dell’umanità dal 2014, in termini di turismo ma anche di mobilità  per i tanti pendolari che potrebbero usufruirne.

«Alla luce di strade sempre più trafficate e di servizi sostitutivi inefficaci, la tratta in questione rappresenta un’enorme opportunità di sviluppo per il nostro territorio», ha spiegato Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato.

Unanime la voce degli amministratori dei comuni delle tre province, tra i quali Alba, Casale Monferrato, Acqui Terme, Castagnole delle Lanze, Asti e Neive, che si sono dichiarati favorevoli a sviluppare un progetto condiviso in tal senso.

Positiva la risposta del consigliere regionale Angela Motta: «Se il 2016 è servito a monitorare la situazione, da oggi bisognerà trovare risposte concrete per il territorio, a partire dai fondi a disposizione», ha affermato.

A scaldare gli animi l’intervento di Cristina Pronello (Amp)

A smorzare gli entusiasmi e ad accendere i toni l’intervento di Cristina Pronello, presidente di Amp: «Occorre affrontare la questione da un punto di vista concreto. La competenza è della Regione, che elargisce i pochi fondi a disposizione per i servizi minimi. Dal momento che stiamo parlando di una destinazione principalmente turistica, è inverosimile pensare a interventi su questa linea. Il territorio dovrebbe pensare a autofinanziamenti, sul modello francese, piuttosto che invocare l’aiuto regionale».

La Pronello ha aggiunto: «Si è parlato di spese sostenibili per la riattivazione, quando dai dati a disposizione emergono cifre molto elevate per la messa a norma dei punti critici, a partire dalla galleria Ghersi, per la quale si può preventivare una cifra non inferiore a 18 milioni di euro».

Immediata la reazione degli amministratori e dei cittadini presenti, indignati per la risposta. E se Pronello ha chiamato in causa la Regione e la Rete ferroviaria italiana, l’incontro si è concluso con le parole di Marco Devecchi, moderatore e presidente dell’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano: «Alla luce di quanto emerso, chiederemo al più presto un incontro con il presidente della regione Sergio Chiamparino, per avere dati certi e maggiore chiarezza».

Francesca Pinaffo

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