Poca innovazione, la Granda scende nella classifica sulla qualità della vita

Poca innovazione, la Granda scende nella classifica sulla qualità della vita

BENESSERE / 1 La provincia di Cuneo mostra segni di stanchezza. Pur rimanendo una terra promessa agli occhi della maggioranza degli italiani, emergono vulnerabilità. È il bilancio deducibile dalla classifica del Sole 24 ore sulla qualità della vita in Italia. Il primo dato che stupisce sono le undici posizioni perse dalla Granda nella classifica generale rispetto all’anno precedente: dal settimo posto del 2015 la provincia è scesa al diciottesimo del 2016. Perché questa regressione? Con 0,4 start up innovative ogni mille imprese, la provincia rivela un basso grado di innovazione imprenditoriale, collocandosi all’ottantesimo posto della classifica generale. Spicca in negativo anche il settantasettesimo posto relativo alle spese sociali erogate dagli enti locali per minori, poveri e anziani e il novantanovesimo posto per numero di laureati tra i 25 e i 30 anni ogni mille abitanti. Senza dimenticare la posizione numero 79 per copertura della banda larga sul totale della popolazione.

Parametri negativi sul fronte della sicurezza

Altri parametri negativi spuntano sul fronte della sicurezza: la Granda si colloca alla novantunesima posizione per numero di furti in casa (547 ogni 100mila abitanti), alla trentesima posizione per numero di scippi e borseggi (93,2 ogni 100mila abitanti) e alla trentaduesima per quantità di rapine (19,8 ogni 100mila abitanti). Basso grado di istruzione, sicurezza e innovazione contribuiscono a rendere la provincia un luogo ancora debole, inadatto a fronteggiare alcune sfide proposte dal mondo contemporaneo.

Tra i lati deboli la cultura e il tempo libero

Ma i lati negativi della provincia non sono finiti. Anche la cultura e il tempo libero si candidano a lati deboli del tessuto sociale: la Granda si colloca in posizioni basse della classifica per quanto riguarda le librerie ogni 100mila abitanti (6,9 esercizi, cinquantaseiesima posizione) e in quarantanovesima posizione per l’indice di sportività generale, calcolato sulnumero totale di atleti e di impianti esistenti. Infine il fronte demografico: con un tasso di natalità pari a 7,5 punti ogni mille abitanti, Cuneo raggiunge il sessantaseiesimo posto della classifica italiana. Anche il dato medio sulle pensioni risulta essere preoccupante: 879 euro in media al mese, che colloca la Granda al quarantunesimo posto nella classifica generale.


Emerge una provincia i cui punti di debolezza sembrano riguardare il concetto stesso di evoluzione. Solida sul fronte finanziario e funzionale, la Granda appare boccheggiante e impacciata in quei settori che in qualche modo riguardano le possibilità di sviluppo futuro, il miglioramento, la crescita. La tecnologia come l’arte faticano, così come l’investimento nella formazione. La sicurezza percepita e effettiva sembra scricchiolare. Emerge la raffigurazione di un territorio determinato e ancorato alla tradizione, ma con una certa resistenza a trasformare sé stesso e reinventarsi.

m.g.

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