Energia elettrica grazie all’Acquedotto delle Langhe

Energia elettrica grazie all’Acquedotto delle Langhe

PROGETTO Nel maggio scorso è stato proposto al Dipartimento energia del Politecnico di Torino di effettuare uno studio in merito alla fattibilità tecnica ed economica di impianti idroelettrici di piccola potenza sulla rete dell’Acquedotto delle Langhe e delle Alpi cuneesi. Dopo numerosi incontri e sopralluoghi, è stata consegnata la relazione finale da parte dei professori Marco Badami (Dipartimento energia) e Maurizio Rosso (ingegneria dell’ambiente), divulgata in questi giorni sul portale del Comune di Murazzano. Lo studio ha rivolto l’attenzione sui principali siti di smistamento della rete distributiva, rappresentati dai complessi di serbatoi di Bric Berico (a Murazzano), Bric Schiappa (Lequio Berria), Mombarcaro, La Morra e Neviglie.

«Dopo attività di verifica delle condotte e delle opere di adduzione, dell’impiantistica esistente e dei punti di interscambio con il soggetto gestore del servizio elettrico, si è considerato prima di tutto che gli impianti eventualmente installabili non alterino in alcun modo la qualità dell’acqua», si legge nella documentazione.

La relazione tecnica ha dato parere positivo alla realizzazione di alcuni impianti, proponendo anche gli eventuali costi per tre di essi. Per Bric Berico a Murazzano l’ammontare totale, comprensivo di opere edili, carpenteria metallica, impianto idraulico, turbina generatore, quadro elettrico e interconnessione alla rete Enel, sarebbe di 430mila euro; per l’impianto di Mombarcaro il costo stimato è di 220mila euro, per Bric Schiappa (Lequio Berria) 210mila euro. Gli interventi nei siti di La Morra e Neviglie non risulterebbero invece realizzabili, in quanto le opere previste per l’installazione delle macchine, pur essendo di dimensioni modeste, non sono compatibili con gli strumenti urbanistici e le linee-guida dettate dall’Unesco.

Pier Giorgio Giacchino, presidente dell’Acquedotto delle Langhe, ha richiesto inoltre un’autorizzazione paesaggistica per tutelare i territori interessati: dall’analisi è emerso che le aree non presentano sistemi naturalistici, riserve, parchi naturali o boschi vincolati, né sistemi insediativi storici oggetto di tutela o sistemi tipologici che costituiscono fattori di identità del paesaggio. Non si individuano, inoltre, ambiti in rapporto visivo diretto con luoghi celebrati dalle popolazioni o da esponenti dell’arte e della cultura o beni culturali tutelati.

A Murazzano l’impianto di recupero energia dalle tubazioni adduttrici sarà realizzato all’interno di una camera di manovra già esistente, addossato a un fabbricato contenente le vasche di ripartizione delle portate, così come al Bric Schiappa di Lequio Berria. A Mombarcaro, invece, la nuova struttura troverà spazio all’interno di un esistente locale di servizio ubicato sulla soletta di copertura del complesso di serbatoi di accumulo in adiacenza alla camera di manovra.

Debora Schellino

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