Omicidio Piatti: per la Corte di appello i gioielli da 1,5 milioni di euro erano di provenienza illecita

Omicidio dell'orefice: disposta la confisca dei gioielli

MONTEU ROERO La Corte d’Appello di Torino ha respinto il ricorso della famiglia Piatti contro la confisca dei beni sequestrati a casa del gioielliere ucciso a Monteu Roero il 9 giugno 2015 con un colpo di pistola durante una rapina.

Secondo i magistrati che hanno esaminato la richiesta della moglie e della figlia di Patrizio Piatti, quei gioielli e quel denaro, per un valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro, trovati nascosti nella villa dopo l’omicidio, erano di provenienza illecita, frutto per lo più di attività di ricettazione.

L’avvocato della famiglia Piatti, Roberto Ponzio di Alba, annuncia il ricorso in cassazione: “La Corte d’Appello ha fatte proprie le argomentazioni del Tribunale in modo acritico ritenendo che tutto il compendio sequestrato derivasse da traffici illeciti. Patrizio Piatti era persona incensurata e non un delinquente abituale o un mafioso. Da decine di anni svolgeva lecitamente l’attività di orafo e compravendita di gioielli e non ha mai, mai avuto problemi con la giustizia. Numerosi oggetti confiscati, peraltro, sono gioielli e beni personali appartenenti alla famiglia come comprovato da riscontri esterni”.

Ea

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