Società partecipate: è arrivato il tempo della resa dei conti

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COMUNE Che cos’è il “Testo unico sulle società a partecipazione pubblica” e perché la sua approvazione o meno da parte del Governo – prevista a fine marzo – potrebbe influire sul benessere degli albesi? L’obiettivo è il “riordino” di circa 8mila società partecipate dalle pubbliche Amministrazioni, gestite spesso in perdita, con deboli regole, sovrapposizioni di competenze e attività che talvolta esulano dai compiti degli enti locali che ne detengono la partecipazione o il controllo. In particolare, il testo obbligherebbe i Comuni a uscire da quelle società partecipate il cui volume d’affari negli ultimi tre anni non ha superato il milione di euro, in modo da minimizzare il rischio di bilanci negativi.

Come ha spiegato l’assessore albese alle finanze Gigi Garassino durante la commissione consiliare del 7 marzo, «a oggi il Comune possiede quote societarie in dieci aziende del territorio. Nessuna di queste risulta in perdita: si tratta di una condizione tutt’altro che scontata. Prendiamo l’esempio di Viareggio: poco tempo fa l’ente locale comunicò un buco pari a 80 milioni di euro legato alla proprietà di quote di società con bilancio negativo. Ad Alba invece la situazione è solida, raccogliamo ogni anno i dividendi della nostra partecipazione».

Le sole problematiche sembrano riguardare l’Agenzia di Pollenzo – il cui volume d’affari non ha superato il milione di euro negli ultimi tre anni – e Lamoro (agenzia di sviluppo del territorio), sulla quale il Comune risulterebbe indeciso sulla dismissione di quote. Ha spiegato Garassino: «L’Agenzia svolge una funzione importante per il nostro territorio, e non è da escludere che il testo unico abbassi la soglia di partecipazione a 500mila euro e in questo modo potremo mantenere le quote societarie. In futuro non escludiamo la possibilità di effettuare “fusioni” tra partecipate il cui volume d’affari è contenuto, ma data la funzione che svolgono assumono carattere strategico dal punto di vista sociale, turistico o economico».

Su Lamoro invece il dubbio riguarda, come ha spiegato il consigliere Ivano Martinetti del Movimento 5 stelle, «il fatto che l’azienda risulti in parte essere un doppione di altri enti che già si occupano di progettazione turistica, ma riteniamo utile e necessario un più approfondito passaggio della questione in commissione». Nei prossimi giorni l’Amministrazione Marello definirà il quadro degli investimenti e delle quote da trattenere: l’obiettivo rimane il generare risorse che potranno essere utilizzate per lo sviluppo cittadino.

Matteo Viberti

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