Scuola della Moretta: il secondo lotto costa 1,8 milioni

Scuola della Moretta: il secondo lotto costa 1,8 milioni

LAVORI PUBBLICI «Un milione e 800mila euro per il secondo lotto della scuola Moretta». Così a inizio maggio l’assessore ai lavori pubblici Alberto Gatto commentava l’approvazione di una delibera di Giunta determinante per il futuro di un istituto al centro del dibattito politico locale negli ultimi anni.

Il documento contiene i dettagli dei lavori che dovranno essere effettuati a completamento dello scheletro della struttura già esistente: due rampe per le uscite di sicurezza, una piattaforma sportiva esterna, marciapiedi perimetrali esterni, murature e serramenti al primo piano, pavimenti in gomma e servizi igienici, impianto antincendio, impianto termico e impianto elettrico.

«Non sappiamo quando partirà il secondo lotto», ha specificato Gatto, «perché a oggi manca la copertura finanziaria, ovvero i soldi per la realizzazione effettiva delle opere. Il progetto esecutivo è stato approvato anche nella speranza di ottenere contributi da enti terzi. Ad esempio chiederemo alla Regione spazi finanziari, liberando così le risorse necessarie al completamento di una struttura che ha vissuto momenti travagliati».

In effetti quella della scuola della Moretta è una storia iniziata molti anni fa, sviluppandosi su una strada densa di ostacoli, incomprensioni, confusioni politiche e giudiziarie. I passi principali sono sostanzialmente sintetizzabili in quattro momenti.

Il primo è nel 2012, quando la Giunta comunale approvò il progetto generale definitivo per la realizzazione della nuova scuola media dell’importo complessivo di circa 5 milioni e 500mila euro. Nel 2015 venne poi approvato il progetto esecutivo del primo lotto, per un totale di circa 3 milioni e 600mila euro, con successivo appalto. Obiettivo dei lavori: permettere il regolare svolgimento delle lezioni con la realizzazione di otto aule al piano terra, della segreteria, della presidenza e di servizi per normodotati e disabili. Il secondo lotto avrebbe dovuto partire alla conclusione del primo, senza soluzione di continuità.

L’anno scorso, tuttavia, l’imprevisto: lo stop ai lavori imposto dal Tar Piemonte. Il Tribunale ha accolto il ricorso presentato dalla seconda impresa classificata (la Fantino costruzioni), che contestava alla prima (la Franco Barberis) di aver vinto la gara pubblica pur non avendo allegato all’offerta il dettaglio economico degli oneri aziendali di sicurezza. La storia prosegue quando, dopo varie peripezie giudiziarie, è stato accolto il ricorso dell’impresa Franco Barberis. I lavori sono così potuti ripartire e pare che d’ora in avanti nessun ostacolo possa intralciare l’edificazione di un’opera dall’aspetto mastodontico – dal punto di vista sia strutturale che economico – per lo scenario urbano albese.

m.v

 

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