Diego Rosa: proverò a rifarmi nella seconda parte della stagione

Diego Rosa: proverò a rifarmi nella seconda parte della stagione

CICLISMO «Da domani, per un po’, niente numero sulla schiena». In piazza Duomo, a Milano, si è conclusa da poco la premiazione del vincitore del Giro d’Italia Tom Dumoulin e Diego Rosa, avviato sulla via di casa, accetta volentieri di fare il punto sulla centesima edizione della corsa a tappe. Il roerino del Team Sky ha chiuso in cinquantacinquesima posizione, a 2 ore 33’01” dal vincitore. Nella memoria dei suoi tifosi  resta la fiammata all’inizio della salita di Oropa e la lunga fuga nel tappone dolomitico da Moena a Ortisei, con il primo posto al Gpm del passo Pordoi, il forcing su Valparola e Gardena e un successo al traguardo volante.

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Diego Rosa prima della partenza della tappa da Castellania a Oropa.

Come valuti la tua prestazione?

«Non è stato il Giro che mi aspettavo in inverno o all’inizio della stagione. Potevo fare meglio. Mi aspettavo di più e anche gli altri si attendevano di più da me. In primavera, dopo il Giro di Catalogna,  mi sono dovuto fermare per un po’ e la condizione ne ha risentito. L’avevo messo in conto. Per preparare una grande corsa a tappe serve un allenamento adeguato. Era prevedibile che avessi giornate buone e altre meno, ma purtroppo le giornate buone non lo erano abbastanza per poter vincere una tappa. Con poca preparazione alle spalle, magari si riesce a trovare la condizione durante la corsa, ma è più difficile recuperare da un giorno all’altro».

Eravate arrivati al Giro con obiettivi diversi da quelli degli ultimi giorni. Cosa è successo?

«Avevamo due capitani per puntare alla classifica. Thomas era a pochi secondi dalla maglia rosa quando è caduto. Dopo la cronometro in Umbria era ancora in corsa, ma si è ritirato prima di Oropa. Landa è andato fuori classifica dopo la caduta al Block Haus, ma poi ha dimostrato di essere tra i migliori scalatori e ha vinto la maglia del Gpm. Eravamo partiti per giocarci il Giro e dopo la caduta il morale era basso. Non era facile riprendersi. Essendo fuori classifica abbiamo dovuto cambiare modo di correre. Non eravamo abituati a cercare di andare in fuga e ci abbiamo messo un po’ per capire la nuova situazione. Nell’ultima settimana le cose sono andate meglio, abbiamo giocato d’attacco e siamo entrati in tutte le fughe. Abbiamo salvato il Giro con la tappa e la maglia blu vinte da Landa».

Diamo un’occhiata alla classifica generale. Cose pensi del successo di Dumoulin?

«Dumoulin ha strameritato la vittoria. Senza il problema (guai intestinali, nda) nella tappa dello Stelvio probabilmente avrebbe vinto il giro con 2-3 minuti di vantaggio. Niente da dire: è stato il più  forte nelle tre settimane».

Quali sono ora i tuoi programmi?

«Ora rallenterò il ritmo per un paio di settimane in modo da recuperare le energie in vista della ripresa della preparazione. Non so ancora quando tornerò in corsa. Forse farò qualche corsa a tappe prima della Vuelta. Certamente proverò a rifarmi nella seconda parte della stagione. Saranno mesi intensi; quando rientrerò in gara non staccherò più fino al Giro di Lombardia».

Corrado Olocco

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