Gelo: ora si contano i danni a vigneti e noccioleti

Gelo: ora si contano i danni a vigneti e noccioleti

GALLO GRINZANE Per trovare una gelata simile a quella del mese scorso bisogna andare indietro di vent’anni, al 1997. Si è aperto con questa considerazione del tecnico di Confagricoltura Antonio Marino l’incontro promosso giovedì scorso a Gallo dall’associazione agricola e da Banca d’Alba, nel quale un pool di esperti ha fatto il punto sull’evento atmosferico di fine aprile e sulle sue conseguenze su vigne e noccioleti.

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Il tavolo dei relatori all’incontro promosso da Confagricoltura a Gallo.

Il tecnico regionale Federico Spanna ha inquadrato la situazione climatica dei primi mesi dell’anno: «Febbraio è stato più caldo del solito e ciò ha avuto riflessi positivi sullo sviluppo della vite, ma lo abbiamo pagato caro successivamente, con la gelata di fine aprile». Nella nostra zona le temperature più basse sono state registrate a Baldissero (-4,6), ma è stata soprattutto la poca umidità a creare i problemi maggiori, determinando la cosiddetta “gelata nera”, quella senza brina, la più dannosa.

Concetti ribaditi anche dall’agronomo Edoardo Monticelli: «L’attività vegetativa nei vigneti è stata precoce e le gelate hanno colpito soprattutto le zone di fondovalle. In quarant’anni di attività nei vigneti è la seconda volta che vedo germogli così anneriti. Ci sono stati più danni alla Barbera che al Nebbiolo, anche a causa dell’ubicazione dei filari. Ci vorrà un mese per valutare meglio quali sono stati i danni».

Nell’analisi storica il tecnico Albino Morando (Vit.en, di Calosso) è andato più indietro, ricordando gelate ancora più tardive verificatesi a inizio maggio, nel 1945 e nel 1957. Su alcune soluzioni, come i tubi antibrina usati in passato nella zona del Moscato, Morando è stato chiaro: «Non servono a niente». Il suo collega Simone Lavezzaro ha invece posto l’accento sulla grandine, altra minaccia che ha già interessato alcuni vigneti a Pasqua e che purtroppo, a differenza del gelo, può ancora colpire. «Le reti sono utili quando grandina, ma non danno problemi nella gestione del terreno quando non grandina».

Il punto sui danni ai noccioleti è stato fatto da Maria Corte (Agrion). «Il nocciolo ha una fioritura invernale e sopporta meglio le temperature rigide, ma la gelata tardiva ha colpito quando era in fase di germogliamento. Non ci sono zone che non siano state colpite. I danni sono quasi ovunque. In certe zone, come il fondovalle nel Doglianese, la produzione rischia di essere compromessa, ma per capire con esattezza l’entità dei danni sarà necessario attendere la fine di maggio o l’inizio di giugno», ha spiegato Maria Corte, aggiungendo che ora, con l’aumento delle temperature e dell’umidità, cresce anche il rischio di batteriosi.

In un panorama poco consolante, la buona notizia è arrivata dal direttore commerciale di Banca d’Alba Massimo Oberto, che ha annunciato lo stanziamento di un plafond di 10 milioni di euro destinato alle imprese socie della banca per i danni da gelo e grandine. L’importo finanziabile va da 5mila a 200mila euro.

Corrado Olocco

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