Cirio: «Le persone non si vedono più rappresentate dalla politica»

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L’INCHIESTA Parliamo con l’eurodeputato Albero Cirio. Anche con lui affrontiamo il tema della grande disaffezione verso la politica emersa a chiare lettere dalla nostra indagine sul campo, ma già espressa con chiarezza dagli italiani in numerose forme, a iniziare dall’astensionismo sempre più evidente, anche alle elezioni amministrative dei giorni scorsi.

Gli albesi sembrano stanchi e “ritratti” dalla vita politica. Che cosa ne pensa, onorevole Cirio?

«Non è un problema degli albesi, ma in generale del popolo italiano e di tutta l’Europa. La colpa non è dei cittadini, ma della politica. La gente non si sente più rappresentata. Abbiamo una legge che ha mandato mille nominati in Parlamento, scelti dai partiti e non dagli italiani, e negli ultimi anni abbiamo cambiato cinque Governi, senza mai passare attraverso il voto del popolo. Le crisi economiche mandano in tilt tutti i meccanismi associativi, ma se a questo aggiungiamo che, in un contesto di disagio collettivo, la politica è rimasta arroccata a difendere i privilegi del passato, non è difficile capire perché la gente si sia allontanata».

L’inchiesta: cosa significa la politca per la gente

Vista la situazione, qual è il suo contributo per cambiare questo assetto?

«Bisogna dare il buon esempio con i fatti. Quando ho iniziato a far politica a livelli importanti mi sono reso conto di una situazione di privilegio che durava da almeno quarant’anni e di cui hanno beneficiato molti di coloro che mi hanno preceduto. Personalmente ho rinunciato al vitalizio e votato in Regione Piemonte per approvare la legge che lo ha eliminato per il futuro. Sono presidente di un ente territoriale (il Gal) e anche quest’anno rinuncerò a ogni forma di compenso, perché trovo immorale accumulare tre o quattro stipendi. Un’inversione di tendenza in positivo è peraltro in corso ed è generazionale. Ci sono colleghi del territorio – e non sono del mio partito –, che hanno rinunciato come me al vitalizio: penso a Mariano Rabino o al sindaco di Alba Maurizio Marello, che ha ridotto la propria indennità. Accomunare questa nuova generazione di politici a quella del passato sarebbe un errore, che mi auguro la gente non faccia. La politica la fanno i politici e i politici sono persone. Se sono buone persone fanno buona politica, se sono cattive la fanno cattiva. Ma se uno cambia partito, deve andare a casa».

m.g.

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