Gionni Marengo: «Meno tasse locali per dare aiuto a chi investe»

Gionni Marengo: «Meno tasse locali per dare aiuto a chi investe»

ALBA Agevolazioni fiscali per le imprese che inizieranno la loro attività dal 1° gennaio 2018. A chiederle, con una mozione, è il consigliere di Forza Italia Gionni Marengo. «Ciò che propongo è di modificare il regolamento Iuc (Imposta unica comunale) che comprende Imu e Tari introducendo agevolazioni per le nuove imprese e per i nuovi investimenti produttivi, compresi gli acquisti di macchinari e attrezzature, con particolare attenzione nei confronti dell’imprenditoria giovanile e femminile oltre che alle start up».
La proposta di Marengo sarà discussa a inizio luglio: «Ho appreso con piacere la decisione di fissare ancora prima delle ferie estive la discussione in terza commissione. Come sappiamo, il nostro territorio è caratterizzato da una realtà economica molto sviluppata in tutti i settori, da quello industriale, a quello enogastronomico, turistico e commerciale: tuttavia, non dobbiamo dimenticarci che la crisi a livello nazionale è tutt’altro che superata e i possibili colpi di coda sfavorevoli, sono sempre dietro l’angolo».

Disoccupazione al 15 per cento

I settori scelti dal consigliere per le agevolazioni sono quelli più sensibili: «Il tasso di disoccupazione giovanile nel nostro territorio si assesta intorno al 15 per cento che, se confrontato con quello a livello nazionale, vicino al 40%, può essere visto in senso positivo, ma in termini assoluti non lo è. Lo stesso vale per l’imprenditoria femminile, e le start up a contenuto innovativo. In numeri, le imprese femminili in provincia di Cuneo sono appena il 23,9% del totale, mentre le imprese a contenuto innovativo iscritte alla Camera di commercio sono appena 27, di cui 5 nel territorio albese».
Marengo aggiunge: «Il miglior antidoto alla crisi è la lungimiranza di un’Amministrazione cittadina e spero che quella di Alba si riveli lungimirante, capace di guardare al futuro e di creare le basi per rendere attrattivo il nostro territorio in anni in cui sempre più saremo chiamati a confrontarci con nuovi scenari economici».
Marcello Pasquero

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