Acqua: i consorzi d’irrigazione contro lo stop imposto dalla Provincia

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ALBA Con la mancanza prolungata di piogge e l’arrivo di una nuova ondata di calore, prevista per l’inizio di agosto, si fa sentire in modo sempre più pressante il problema della siccità.
Il Tanaro ha raggiunto il deflusso minimo vitale e i protocolli regionali parlano chiaro: dopo l’interruzione dell’utilizzo di acqua per la produzione di energia idroelettrica, la scure della razionalizzazione deve ricadere sull’agricoltura (qualora la situazione si aggravasse, si passerebbe all’uso industriale e, in casi estremi, all’acqua potabile). Così, da una quindicina di giorni, la Provincia di Cuneo ha interrotto l’erogazione di acqua a uso irriguo su tutti i terreni rientranti nel consorzio di irrigazione di secondo grado Tanaro albese-Langhe albesi: duemila ettari di terreno nei Comuni di Santa Vittoria, Monticello, Guarene, Castagnito, Magliano Alfieri, Neive e Govone.

Coltivazioni a rischio

E, per quanto riguarda Alba, vi rientrano quattro consorzi irrigui di primo grado (Piana Roddi, Piana Vivaro, Consorzio del Gallino, associazione irrigua Gamba di Bosco, Toppino, Vivaro e San Cassiano), per un totale di 412 ettari di terreno agricolo. Una decisione difficile da accettare per i consorzi, che si trovano a fare i conti con la mancanza di acqua e con il rischio di veder seccare le coltivazioni agricole della zona.
«Il 13 luglio abbiamo presentato un’istanza alla Provincia», spiega Valerio Chiesa del consorzio Tanaro albese-Langhe albesi, «chiedendo una deroga ai protocolli regionali. Una razionalizzazione dell’irrigazione è fattibile, ma non un blocco totale come è stato disposto. Anche perché non è fissato un limite di tempo: tutto dipende dalle piogge e le previsioni meteo non lasciano ben sperare in questo momento. Qualche giorno dopo, i tecnici della Provincia hanno respinto la nostra istanza, dicendo che mancano le condizioni oggettive per disporre una deroga. Che cosa dovrebbero fare gli agricoltori?». A denunciare la questione, anche i consiglieri del centro-destra albese – Carlo Bo, Mario Canova, Gionni Marengo, Leonardo Prunotto, Elisa Boschiazzo e Domenico Boeri –, firmatari di un comunicato nel quale sollevano altri aspetti del problema e avanzano proposte all’Amministrazione comunale.
«Il quadro è grave e l’Amministrazione tace, nonostante il sindaco ricopra il ruolo di consigliere provinciale», spiega Marengo, che aggiunge: «Per fare chiarezza sulla situazione, sollecitiamo il primo cittadino a organizzare un tavolo di confronto con le autorità provinciali e regionali, con i sindaci dei Comuni interessati, con i rappresentanti dei consorzi irrigui e con le organizzazioni del settore agroalimentare».
Oltre a ciò, i consiglieri di opposizione avanzano l’ipotesi di «un progetto di natura idrogeologica, per la creazioni di appositi invasi di raccolta delle acque da utilizzare nei periodi di siccità. Se si pensa che soltanto pochi mesi fa eravamo invasi dall’acqua, raccogliendone una minima parte, oggi la salvaguardia del territorio sarebbe assicurata».
Francesca Pinaffo

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