I farmaci generici sono meno cari e il farmacista deve dare informazioni

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SALUTE Spesso il consumatore si domanda se i farmaci generici abbiano meno principio attivo e di conseguenza effetti minori.
«I generici presentano la stessa azione, sicurezza e qualità dei prodotti “di marca”, ma hanno un costo inferiore dal 20 al 50 per cento perché il principio attivo, già largamente utilizzato in terapia, non è più coperto da brevetto», spiega Tommaso Lo Russo del Comitato difesa dei consumatori di Alba e Bosia.
«Il brevetto dura 20 anni e serve a consentire il recupero dei costi sostenuti per la ricerca. I preparati generici sono in vendita negli Stati Uniti e in tutti i Paesi dell’Unione europea. A garantire l’equivalenza tra farmaci equivalenti e i corrispondenti marchi commerciali è l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). L’unico controllo che devono fare il medico e il farmacista riguarda il dosaggio. La prescrizione dei generici consente, a parità di qualità ed efficacia, una riduzione della spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario nazionale e una riduzione della spesa diretta del cittadino per i farmaci non rimborsabili».
In Italia i medicinali sono divisi in tre categorie: classe (o fascia) A, farmaci essenziali e per le malattie croniche, gratuiti per il cittadino; classe C, farmaci a carico del cittadino; classe H, farmaci ospedalieri, utilizzabili o distribuibili solo nell’ambito delle strutture sanitarie pubbliche.

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