Senza troppi entusiasmi è stato siglato il protocollo per la riattivazione della ferrovia Asti-Alba

Balocco: «I soldi risparmiati dalla Tav restino in Piemonte»

ALBA «Un atto irreversibile e un impegno da portare avanti senza ripensamenti». Così l’assessore ai trasporti piemontese Francesco Balocco ha definito il protocollo d’intesa per la riapertura della linea ferroviaria Asti-Alba, firmato mercoledì 25 novembre a Neive tra la Regione, la Rete ferroviaria italiana e i sindaci dei Comuni della tratta. E se tutti i presenti sono stati concordi nel riconoscere l’urgenza di riattivare  il mezzo su rotaia tra le due province, tanto per i pendolari quanto per i turisti che si muovono tra le colline Unesco, diverse perplessità ha sollevato il contenuto dell’accordo: ad Rfi i costi di progettazione delle opere per il ripristino delle infrastrutture ferroviarie, alla Regione l’onere di promuovere i lavori nelle sedi istituzionali opportune e ai Comuni quello di reperire i costi per la promozione turistica, senza limiti temporali. Così il primo cittadino astigiano Maurizio Rasero: «La mia firma rappresenta un atto di fiducia, ma i dubbi rimangono. Il protocollo rappresenta un documento programmatico, ma ad oggi non è stato chiarito chi sborserà la somma necessaria per i lavori». Più positivo il sindaco di Alba Maurizio Marello: «Di sicuro  il percorso sarà ancora lungo, ma oggi il clima è cambiato rispetto alla resa degli ultimi anni: c’è da parte della Regione e dello Stato la volontà di incentivare il trasporto pubblico e questo è un aspetto molto positivo per il nostro territorio».

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Lavori e costi

Tra gli interventi che si sono succeduti, quello di Paolo Grassi, direttore territoriale di Rfi per il Piemonte e la Valle d’Aosta: «Dopo lo studio di fattibilità che ha permesso di chiarire il quadro, siamo pronti a procedere dalle prossime settimane con la fase pratica: la progettazione definitiva dei lavori necessari. Il più oneroso e impegnativo riguarda il consolidamento della galleria Ghersi, oltre alla sistemazione della parete verso il fiume Tanaro e alle opere di regimazione delle acque superficiali. Da non dimenticare tutto ciò che riguarda la ristrutturazione delle infrastrutture lungo la tratta, logorate dagli anni di abbandono», ha spiegato, prima di siglare il protocollo. Sul fronte dei costi è intervenuto l’assessore Balocco, che ha cercato di dare risposta alle perplessità emerse da parte dei sindaci: «È evidente che questo documento arriva con un certo ritardo, ma ad oggi ogni dubbio è stato chiarito da parte della Regione e di Rfi. Per riattivare la ferrovia Asti-Alba possiamo preventivare una cifra di diciotto, venti milioni di euro. Una somma ampiamente sostenibile, se paragonata a quanto è necessario per i pochi chilometri mancanti dell’autostrada Asti-Cuneo», ha precisato.

I sindaci mancanti

Malgrado la condivisione degli intenti, non hanno partecipato all’incontro e non hanno apposto la firma al protocollo alcuni sindaci direttamente interessati dalla linea ferroviaria. Così Luigi Genesio Icardi, primo cittadino di Santo Stefano Belbo, che ha commentato: «Dopo aver approvato un primo protocollo d’intesa ad aprile, il testo in questione ha un contenuto diverso  e prevede costi a carico dei Comuni. Per questo non ritengo sussistenti le condizioni per sottoscrivere questa versione». Non si discosta da questa visione il sindaco di Canelli, Marco Gabusi: «Siamo d’accordo sulla riapertura della linea, ma non vogliamo essere presi in giro con ulteriori protocolli d’intesa che arrivano a venti mesi di distanza dall’incontro a Castagnole delle Lanze con l’assessore Balocco, con il quale la Regione affermava di iniziare a cercare i fondi necessari», ha spiegato in un nota, per poi concludere: «L’amministrazione di Canelli spera che, oltre a protocolli, tavoli tecnici e convegni, si arrivi finalmente ai fatti». Tra gli assenti, anche Calosso nell’Astigiano.

Francesca Pinaffo

Santo Stefano Belbo, i motivi della mancata firma

Il sindaco di Santo Stefano Belbo Luigi Genesio Icardi ha affidato a un comunicato stampa la posizione della sua amministrazione riguardo il nuovo protocollo d’intesa. Ecco il testo. 

Senza troppi entusiasmi è stato siglato il protocollo per la riattivazione della ferrovia Asti-Alba

Non avrei voluto tornare su questo argomento, ma i recenti articoli di giornale su questa vicenda mi impongono, in qualità di Sindaco, di fare chiarezza sulla decisione del nostro Comune (e di Calosso, Canelli, Nizza Monferrato e Oviglio), di non aderire al protocollo proposto per le linee ferroviarie del territorio.

Nel mese di aprile 2017, la Giunta di Santo Stefano Belbo ha tuttavia approvato la prima versione del protocollo, con l’espressa condizione che non ci fossero costi diretti a carico dei Comuni. Lo ha fatto nell’ottica di favorire ogni possibile iniziativa utile alla causa della riapertura della linea ferroviaria, nonostante molti dubbi sull’utilità del documento approvato.

Oggi, invece, il nuovo protocollo presentato a Neive, sostanzialmente modificato, all’articolo 4 prevede costi per i Comuni, finalizzati alla “promozione turistica del trasposto ferroviario”. Cioè i Comuni dovrebbero trovare fondi per sostenere spese di una campagna pubblicitaria a favore di Ferrovie Spa che, come operatore commerciale, è in diretta competizione con altri operatori economici privati del trasporto, come ad esempio le compagnie di autobus. Un’assurdità per un’Amministrazione pubblica, che dovrebbe invece promuovere il territorio globalmente e in modo imparziale.

Non solo, sul documento presentato non è chiaro quale soggetto si debba accollare i costi dei lavori di ripristino, visto che, leggendo il protocollo, le Ferrovie si incaricano della progettazione dei lavori e la Regione Piemonte si impegna a “promuovere nelle sedi opportune la realizzazione dei lavori”, ma non si dice chi pagherà i lavori e nessuno si assume l’impegno di farlo. Nel protocollo non c’è nemmeno la più vaga traccia di dove e come saranno trovate le risorse aggiuntive necessarie per il servizio, che secondo l’Agenzia piemontese della mobilità (Amp) “aumentano di circa 3 milioni di euro all’anno”.

C’è poi un ulteriore dubbio sull’effettivo interesse da parte di Ferrovie dello Stato alla riattivazione della linea ferroviaria: Ferrovie dello Stato ha da tempo avviato una politica di vendita di terreni, parcheggi e immobili limitrofi e strumentali alla ferrovia, proprio sui territori interessati dalla linea in questione. A dimostrazione di questo, il Comune di Santo Stefano Belbo ha infatti ricevuto “inviti a offrire”, da parte di Ferrovie dello Stato, per acquistare quei terreni e immobili. Un ente che vuole far rinascere una parte della propria attività mette in vendita le aree attigue e strumentali a quell’attività? Ritengo dunque che questa politica di dismissioni attuata da Ferrovie dello Stato strida fortemente con l’asserita volontà di investire sulla rinascita della tratta ferroviaria.

I dubbi sono tanti e molto fondati. Ecco le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione di Santo Stefano Belbo a non aderire a un protocollo poco chiaro, che pare invece avere tutti i crismi di un perfetto spot elettorale. Nei confronti dei cittadini, l’Amministrazione di Santo Stefano Belbo ha sempre operato con la massima chiarezza, evitando inutili e dannose prese in giro. Quindi anche in questa vicenda, la nostra Amministrazione è disposta a fare tutto il necessario per rimettere in piedi una linea ferroviaria utile alla popolazione, purché gli accordi siano chiari, sostenuti da precisi impegni finanziari di Regione e Ferrovie e non si pretenda di utilizzare soldi pubblici per discutibili campagne promozionali o si perseguano fumosi scopi elettorali, poco utili alla collettività.

Luigi Genesio Icardi, sindaco di Santo Stefano Belbo

Alberto Cirio: il protocollo è una presa in giro

«Ecco la prova che il protocollo è una presa in giro: Ferrovie dello Stato crede talmente alla riapertura della linea Alba-Asti che sta vendendo parcheggi, magazzini e pertinenze delle stazioni lungo la tratta. Vogliamo la riapertura della ferrovia, non le finte promesse». Con queste parole l’eurodeputato Alberto Cirio commenta la notizia della messa in vendita di spazi collegati alla stazione ferroviaria di Santo Stefano Belbo.

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