Una legge aiuterà i piccoli Comuni

Una legge aiuterà i piccoli Comuni

ENTI LOCALI La scorsa settimana il Senato ha approvato definitivamente la legge sui piccoli Comuni, che prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro dal 2017 al 2023, così suddivisi: 10 milioni per il 2017 e 15 milioni per ciascun anno dal 2018 al 2023. Le misure principali riguardano l’istituzione di centri multifunzionali per la fornitura di servizi in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, artigianale, turistica e commerciale; finanziamenti per la tutela dell’ambiente e dei beni culturali, mitigazione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza delle scuole; il riconoscimento ai piccoli Comuni della funzione di sviluppo socio-economico del territorio da esercitarsi in forma associata attraverso le unioni; la semplificazione delle norme per l’accesso alla banda ultralarga; la possibilità di realizzare in forma associata iniziative per sviluppare l’offerta dei servizi postali; la commercializzazione dei prodotti agroalimentari di filiera corta; agevolazioni nella rete dei trasporti e recupero e riqualificazione dei centri storici.

Soddisfatto anche il presidente di Uncem Piemonte Lido Riba: «Finalmente il Paese si dota di una normativa che valorizza gli enti locali di piccola dimensione e le aree interne, ma anche il ruolo delle comunità e l’impegno degli amministratori. Non è una legge corporativa o sindacale a favore dei piccoli centri, ma una risposta alle comunità che vivono nei piccoli paesi in materia di servizi di prossimità, infrastrutturazione digitale, recupero e promozione dei centri storici, valorizzazione delle risorse locali e politiche di sviluppo».

L’approvazione della legge ha suscitato cauto entusiasmo nei piccoli centri dell’alta Langa. Roberto Bodrito, sindaco di Cortemilia e presidente dell’unione montana, commenta: «Il fatto che sia stata approvata una legge in favore dei piccoli Comuni è un passo positivo che può significare un punto di partenza. Ora attendiamo atti concreti, il primo dei quali, a mio avviso, dovrebbe essere quello di offrire la possibilità di spendere gli avanzi di amministrazione. Inoltre servono agevolazioni fiscali per le attività commerciali. Credo ci sia ancora molto lavoro da fare e staremo a vedere quello che succederà. Ho qualche perplessità sulla cifra stanziata: 100 milioni in cinque anni, suddivisi per 5mila Comuni non danno spazio a molte spese».

Commenta positivamente Mario Marone, sindaco di Bergolo, il più piccolo paese di Langa: «Ho già inviato ringraziamenti a chi in varia misura ha contribuito alla nascita della legge. Credo sia fondamentale questa normativa che sancisce l’autonomia dei piccoli Comuni. Bergolo è molto piccolo ma estremamente effervescente. Ora aspettiamo di vedere i programmi che seguiranno l’approvazione».

La nuova legge è un passo avanti per i paesi secondo il sindaco di Belvedere Langhe Gualtiero Revelli: «Mi auguro che le misure messe a disposizione potranno essere utilizzate per le voci nelle quali i Comuni hanno realmente necessità, senza particolari vincoli».

Emilio Porro, sindaco di San Benedetto Belbo, considera la legge un riconoscimento dell’importanza dei piccoli centri: «Si spera che le cifre a disposizione aumentino, diventando più adeguate alle necessità del territorio. Nei nostri paesi mancano molti servizi e abbiamo bisogno di aiuto. Se avremo la possibilità di attingere a questi fondi ci concentreremo sul centro storico, la Censa di Placido e il recupero della memoria fenogliana».

Dello stesso parere il sindaco di Paroldo Piercarlo Adami: «Ero scettico: credevo che la legge non avrebbe ottenuto l’approvazione del Senato e sono molto contento di essere stato smentito. Paroldo utilizzerà eventuali risorse per la valorizzazione del centro storico. I nostri obiettivi sono mirati non solo al recupero fine a sé stesso, bensì alla creazione di posti di lavoro e all’aumento del flusso turistico con il museo della pecora e l’albergo diffuso».

Debora Schellino

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