Bollette a 28 giorni verso l’addio. Sanzioni per chi non si adeguerà

Il garante blocca le tariffe su 28 giorni delle compagnie telefoniche

SERVIZI PUBBLICI La Commissione bilancio del Senato ha approvato un emendamento che blocca la fatturazione ogni 28 giorni per abbonamenti telefonici, Tv e Internet, con l’eccezione delle offerte promozionali, che potranno avere delle scadenze inferiori al mese.

Ritornano le bollette ogni mese

«Ritornano le bollette ogni mese o per più mesi messi insieme», spiega Tommaso Lo Russo del Comitato difesa dei consumatori. «Gli operatori del settore dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni entro il termine di 120 giorni dall’approvazione del decreto legge. Le fatture dovranno garantire informazioni chiare e trasparenti sulle offerte. Dovranno anche precisare se la fibra ottica arriva fino al domicilio o si ferma nella centrale telefonica. Nel testo dell’emendamento si legge anche che le sanzioni per le aziende che non si adeguano sono raddoppiate e vanno da un minimo di 240mila euro a un massimo di 5 milioni di euro. Se ci dovessero essere variazioni illegittime nel contratto di fornitura si applica un indennizzo forfettario pari a 50 euro maggiorato di 1 euro al giorno oltre la scadenza indicata dall’Agcom per cessare la condotta indebita.
Il passaggio dalla bolletta mensile a quella di 28 giorni porta al pagamento di una fattura in più all’anno: con i due o tre giorni “tagliati” a ogni mese si arriva a una tredicesima quota all’anno. Secondo una rilevazione di Sos tariffe, il ritorno alla bolletta mensile potrà significare per gli utenti un risparmio sul costo annuo del servizio che si aggira attorno al 6,4%.
Sempre che le compagnie non decidano di aumentare i prezzi distribuendo il mancato guadagno della tredicesima bolletta sulle altre fatture annuali. Addirittura la spesa potrebbe scendere del 57% rincorrendo le offerte per i nuovi clienti.

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