Poste italiane in audizione alla Camera. Uncem: vogliamo impegni chiari

Le raccomandate non consegnate si ritirano nell'ufficio postale più vicino

POSTE Domani, martedì 14 novembre, le Commissioni riunite ambiente, territorio e lavori pubblici e trasporti della Camera dei deputati ascolteranno l’amministratore delegato di Poste italiane, Matteo Del Fante, sulle prospettive di sviluppo e sulle iniziative che l’azienda intende assumere rispetto alle disposizioni sui servizi postali previste dalla recente legge sui piccoli Comuni, che impegna al mantenimento dei servizi essenziali e di qualità.

«Nell’audizione ci aspettiamo da Poste italiane risposte e impegni chiari», afferma l’onorevole Enrico Borghi, presidente nazionale dell’Uncem.  «La legge prevede per i comuni fino a cinquemila abitanti la sostanziale sospensione della chiusura degli uffici postali presenti. Per i Comuni o le frazioni non serviti dal servizio postale la legge prevede la possibilità di stipulare apposite convenzioni con Poste italiane per effettuare i pagamenti di imposte comunali, tasse, bollette e vaglia presso gli esercizi commerciali. La nuova normativa stabilisce che i vari enti competenti promuovano nei piccoli Comuni l’efficienza e la qualità dei servizi essenziali, compresi quelli postali», aggiunge Borghi.

I piccoli Comuni possono proporre d’intesa con la Regione e secondo le modalità previste dal contratto di programma, iniziative per sviluppare, anche con il ripristino degli uffici eventualmente chiusi, l’offerta complessiva dei servizi postali in specifici ambiti territoriali tali da valorizzare la presenza capillare del servizio.

Conclude Borghi: «Nell’audizione Poste deve chiarire le modalità di presenza sul territorio, sia per quanto riguarda le aperture degli uffici, sia per la consegna della corrispondenza e dei giornali, che non può essere effettuata solo dieci giorni al mese oltre cinquemila Comuni italiani. Chiederemo a Poste di invertire questa spirale negativa definendo con le Regioni e con gli Enti locali percorsi virtuosi di potenziamento dei servizi nelle aree interne del Paese. Lo stabilisce anche una risoluzione del Parlamento europeo e Poste non può non recepirla. Servono investimenti dell’azienda e li chiederemo in Commissione all’amministratore delegato Del Fante».

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