Don Natale Bussi ci parla ancora. Tutti gli eventi per celebrarne la memoria

Don Natale Bussi ci parla ancora. Tutti gli eventi per celebrarne la memoria

TEOLOGO Si aprono gli eventi in ricordo dello studioso morto trent’anni fa
A trent’anni dalla morte di don Natale Bussi, il comitato diocesano presieduto dal vescovo Marco Brunetti ha preparato un convegno in occasione della Giornata sacerdotale del 25 gennaio con l’intitolazione di un salone del Seminario. Seguiranno, in cattedrale, una celebrazione il 14 marzo (giorno della morte) e un pomeriggio di studio, il 29 aprile.

Il 5 giugno, nella Giornata di fraternità del clero albese a Castiglione Tinella, saranno coinvolti la parrocchia e il paese di Santo Stefano Belbo, dove don Bussi nacque il 1° febbraio 1907.

«Don Natale Bussi ci parla ancora. La sua memoria rimane viva in chi l’ha incontrato e le sue opere continuano a essere un faro di luce e quindi di “profezia” nel marasma di tante voci e culture che hanno fatto irruzione nel Novecento e nel nostro secolo»: sono parole di Cesare Battaglino, canonico della cattedrale, allievo e amico del teologo e filosofo.
«Penso che la crescita culturale ed economica che abbiamo vissuto debba molto alle idee di don Bussi, elaborate nel saggio La persona umana nella vita sociale, nel quale offre una visione cristiana della società, liberata dalle ideologie nefaste, fascismo e comunismo, che hanno portato l’umanità allo scontro».

Il libro, stampato in veste semiclandestina nel 1944 e poi pubblicato dalla Società San Paolo nell’aprile dell’anno seguente, è stato un «vademecum socio-politico nel dopoguerra e, insieme a Il mistero cristiano, ha fornito le linee guida a due generazioni di cittadini e di fedeli».

Di don Bussi il canonico Battaglino ricorda l’estrema capacità di studio, sintesi e insegnamento. Fu maestro di Piero Rossano, futuro vescovo, rettore della Pontificia università lateranense e segretario del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.

Fu amico di Beppe Fenoglio, di Pietro Chiodi, che chiamò in Seminario – del quale fu rettore – per delle lezioni su Martin Heidegger.

«La misura delle capacità di don Bussi», conclude Battaglino, «viene dal lavoro che portò a termine in occasione del concilio Vaticano II: a due mesi dalla conclusione dei lavori, ai quali aveva partecipato come teologo del vescovo di Alba, fu in grado di dare alle stampe, presso le Edizioni domenicane di Alba, tutti i documenti corredati da un dettagliato indice analitico».

p.r.

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