Alle famiglie serve sostegno. Ad Alba il 22, l’incontro con Francesco Belletti

Alle famiglie serve sostegno. Ad Alba il 22, l'incontro con Francesco Belletti

SOCIETÀ Dagli anni ’70 sono intervenuti cambiamenti positivi, come la piena parità tra i coniugi e l’educazione dei figli, ma molto resta da fare

Com’è cambiato il concetto di famiglia negli anni? Lo abbiamo chiesto a Pietro Boffi, responsabile del centro di documentazione del Centro internazionale studi famiglia (Cisf). L’ultimo rapporto del centro in materia sarà presentato ad Alba, domani giovedì 22 febbraio, dalle ore 20.45 in via Mandelli, nell’ambito degli incontri formativi organizzati dall’Ufficio famiglia della diocesi di Alba e ispirati all’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco. Il relatore della serata sarà Francesco Belletti, direttore del Centro di studi.

Le riflessioni di Pietro Boffi, responsabile del Cisf

Boffi, come sono le famiglie italiane del 2018?
«Nel corso degli ultimi decenni, il concetto di famiglia è cambiato in modo notevole. In primo luogo, i giovani sembrano essere sempre meno propensi a uscire dal nido, a sposarsi e a creare il loro nucleo familiare: è come se si volessero evitare tutte le responsabilità che questa scelta comporta. Basti pensare che se negli anni Settanta i matrimoni in Italia erano all’incirca più di quattrocentomila, oggi siamo sotto ai duecentomila: in altre parole, si sono dimezzati. E l’età in cui le persone decidono di sposarsi tende a spostarsi sempre di più in avanti. Per contro, si preferisce ricorrere a forme come le convivenze, che possono essere sciolte in ogni momento e non implicano impegni ufficiali. Il secondo aspetto rilevato è che, anche nel caso in cui si decida di mettere su famiglia, il numero dei componenti del nucleo rimane basso: a livello nazionale, è 2,4 la media dei figli per coppia. Per questo preoccupano il calo demografico e il costante invecchiamento della popolazione».

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Pietro Boffi, responsabile del Centro internazionale studi sulla famiglia (Cisf)

Se i numeri non sono positivi, che cosa si può dire della struttura delle famiglie di oggi?
«A queste transizioni demografiche, si associano cambiamenti importanti nella struttura interna della famiglia. Da questo punto di vista, l’evoluzione è molto positiva se si pensa alla tipica famiglia italiana degli anni Settanta, formata da padre, madre e da almeno quattro bambini. Allora il rischio era quello di una subordinazione della donna nelle dinamiche familiari, mentre oggi per fortuna si è affermata a pieno la parità tra i coniugi. In egual modo, anche sul fronte dell’educazione dei figli i cambiamenti sono stati positivi, basti pensare alla scuola, al tempo libero e a tutto ciò che riguarda le loro attitudini. Quando si affronta il discorso del calo dei matrimoni, non bisogna affatto pensare che la famiglia di quarant’anni fa fosse perfetta o un modello da imitare, perché ogni epoca ha aspetti positivi e negativi».

Oggi che cosa servirebbe per rinvigorire il concetto di famiglia?
«A livello nazionale, servirebbero politiche capaci di mettere al centro la famiglia e di sostenerla nel suo percorso di crescita. Dalle questioni fiscali ai servizi per le madri, sono molti gli aspetti su cui intervenire: l’Italia è uno dei Paesi d’Europa più carenti su questo fronte. In egual modo, sarebbe necessario un cambiamento di mentalità e la volontà dei giovani di rimettersi in gioco e di assumersi responsabilità per il futuro».

Gli altri appuntamenti in calendario

Gli appuntamenti in calendario, con ingresso libero, proseguiranno il 16 marzo con don Paolo Merlo, il preside della sezione torinese dell’Università pontificia salesiana, con l’incontro intitolato “La meta del cammino: integrare nella vita piena in Cristo”. Don Merlo tornerà il 20 aprile, per parlare del concetto di partecipazione incompleta e del cammino di integrazione nella Chiesa.
“Discernimento: un percorso alla luce della verità” è il tema della serata prevista per il 18 maggio, che vedrà la partecipazione di don Franco Ciravegna e Massimo e Roberta Querce. Le conclusioni del percorso formativo sono previste per l’8 giugno e saranno affidate al vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti.

Francesca Pinaffo

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