La Cosind di Artusio e Gallo fa shopping nella periferia di Alba

La Cosind di Artusio e Gallo fa shopping nella periferia di Alba

IL CASO Venduti tre complessi commerciali collocati nella direzione di Asti
Dopo anni di fermo si prospetta una nuova vita per tre grandi edifici commerciali (gli ex Billa, Albadoro e Castahotel) situati lungo corso Asti, vittime della crisi economica che ha travolto alcune aziende.

L’ex Billa

Si è infatti conclusa proprio nelle scorse settimane la trattativa per la vendita della struttura dell’ex supermercato Billa, di proprietà del gruppo Rewe, titolare del marchio e di altre catene di grande distribuzione, tra cui il Penny market. L’accordo per l’acquisto della struttura è stato firmato dagli imprenditori Guido Artusio e Marco Gallo, già soci del consorzio Cosind di Castagnito e di Sical hotel (hotel Calissano di Alba e il cinque stelle lusso Castello di Guarene).
Prima della chiusura del Billa, avvenuta nel 2014, l’edificio commerciale aveva ospitato numerosi supermercati, tra cui l’Unieuro market fondato alla fine degli anni Settanta dalla famiglia Farinetti e trasformatosi nel corso del tempo nella celebre catena di prodotti tecnologici. Nessuna anticipazione viene però da parte dei nuovi proprietari per la destinazione della struttura, che assicurano sarà recuperata e rimessa in funzione.

L’ex Albadoro

Gli stessi imprenditori roerini si sono aggiudicati anche l’ex stabilimento produttivo dell’Albadoro, nella frazione Vaccheria di Guarene, battuto all’asta nelle scorse settimane per un importo di 800mila euro.
L’annuncio in via ufficiale dell’acquisto è arrivato solamente nei giorni scorsi, cioè allo scadere del tempo utile per le eventuali controfferte da parte di altri acquirenti.

Fondata negli anni Sessanta da Fiorenzo Revello, l’Albadoro si occupava di produzione di pasta alimentare e si è imposta per lungo tempo come una delle principali aziende della zona. L’inizio della crisi economica globale ha segnato il declino dell’impresa, che negli ultimi anni è stata gestita da Alberto Barbero. Nel 2009 è stato chiuso il ciclo produttivo, mentre nel 2012 il fallimento del gruppo Barbero ha portato alla chiusura dello stabilimento.
Sequestrato nell’estate del 2012 dalla Guardia di finanza di Alba, il complesso è stato abbandonato e, indipendentemente dalla destinazione che sceglieranno i nuovi proprietari, pare sarà demolito per lasciare spazio a una struttura più moderna.

 

Il Castahotel

Infine, anche il Castahotel di Castagnito, di località Baraccone, un altro immobile coinvolto nel fallimento del gruppo Barbero, avrà un nuovo proprietario. L’albergo di tre piani e di circa ottanta stanze, più un piano interrato, costruito nel 2006 e inutilizzato da circa cinque anni, è stato battuto all’asta venerdì 12 gennaio, nello studio del professionista torinese nominato curatore fallimentare. Il lotto è stato venduto alla cifra prevista dal bando come offerta minima: 1 milione e 710mila euro, contro una base d’asta fissata a 2milioni e 280mila euro. Ad aggiudicarselo è stata una società intestata a un noto professionista albese, che per ora preferisce non rendere nota la sua identità.

Contattato da Gazzetta d’Alba, ha anticipato alcuni dettagli sull’acquisto e sulle sue intenzioni: «In questo momento la procedura non è ancora terminata dal punto di vista formale, ma di certo andrà in porto. Il Castahotel riaprirà i battenti. Stiamo parlando di una struttura recente, antisismica e costruita secondo tutte le norme vigenti. Il problema è che negli ultimi anni è stata abbandonata, con tutte le conseguenze che ne sono derivate. C’è bisogno di risistemare tutte le ottanta camere, a partire dai bagni e dall’impianto di climatizzazione: per questo, si prevede un periodo di lavori a lungo termine».

f.p. e a.m.a.

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