Niente paura: di lui ti puoi fidare

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UN PENSIERO PER DOMENICA 25 FEBBRAIO

Le letture della seconda domenica di Quaresima richiamano l’attenzione su tre passaggi epocali della storia della salvezza, proponendoci pagine notissime come il sacrificio di Isacco (Gen 22,1-18), la trasfigurazione di Gesù (Mc 9,2-10) e un inno all’amore di Dio con un accorato invito alla fiducia totale in lui di Paolo (Rm 8,31-34).

Dio non chiede sacrifici. In tutte le religioni è presente questo elemento, fino ai sacrifici umani, perché in una logica del “do ut des” per ottenere dalla divinità un grande favore bisognava sacrificarle qualcosa di prezioso. La prassi dei sacrifici umani è documentata nelle grandi culture e religioni del mondo antico. Nell’epica greca, dello stesso periodo in cui veniva messa per iscritto la storia di Abramo, spicca il sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, capo dell’armata greca in partenza per Troia. Abramo, figlio di un’altra cultura, di area mesopotamica, che prevedeva parimenti sacrifici umani, intuisce, per illuminazione divina, che Dio non vuole sacrifici umani, ma sacrifici animali. Questi sacrifici erano l’elemento base del culto sia nei templi greci che nel tempio di Gerusalemme. Gesù supera anche questo, annunciando che la salvezza di Dio è gratuita. Basta con la paura; di Dio ti puoi fidare, anzi, per dirlo con le parole di Pietro, stare con lui “È bello!”.

La purificazione della fede. Anche la fede conosce una evoluzione. Fino ad Abramo, la fede dell’uomo si appuntava sulla discendenza, giustificando la poligamia. Abramo intuisce che la promessa di Dio è più rassicurante del figlio secondo la carne: Isacco deve “morire” perché lui si appoggi solo sulla parola di Dio. L’episodio della trasfigurazione ci fa fare un ulteriore salto: dalla fede in Dio alla fede in Gesù: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». Chi incontra Gesù e raggiunge questa fede può gridare con Paolo: «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?».

Il richiamo della Quaresima. Le letture bibliche suggeriscono anche alcune scelte tipiche della Quaresima: la necessità di momenti da soli con il Signore, in disparte, dove il silenzio ci rigenera e rende possibile quell’ascolto a cui ci richiama la misteriosa voce. Il modo più semplice che noi abbiamo di ascoltare Gesù è leggere e meditare la sua Parola, per avere occhi trasfigurati sul mondo!

Lidia e Battista Galvagno

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