Quella volta che George Clooney soggiornò a Cascina Cortine a Guarene

Quella volta che George Clooney soggiornò a Cascina Cortine

LA STORIA
Nell’epoca social il prestigio di ogni struttura ricettiva passa dalle recensioni su Internet, e quando si riceve un giudizio eccellente c’è da andarne fieri. Succede a Cascina Cortine, bed & breakfast sulla collina tra Guarene e Castagnito, che ottiene per il terzo anno di fila una votazione complessiva di 9,9 su 10 da Booking.com. Bruno Manno, che gestisce la struttura con la moglie Daniela, condensa il segreto del successo: «Pensiamo che sia indispensabile accogliere i visitatori come ospiti e non come clienti in modo che possano vivere il nostro magnifico territorio con la nostra stessa passione».

Manno, esperto di tecnologie di lavorazione del legno e delle materie plastiche, è stato “folgorato” sulla strada dell’ospitalità turistica alcuni anni fa: «La crisi manifatturiera si è rivelata molto più profonda di quanto si potesse presagire dieci anni fa e, vivendo in un posto splendido, abbiamo pensato di investire in un settore che presentava degli interessanti margini di crescita».

La cascina settecentesca, riportata già sulla mappa napoleonica esposta all’entrata, è abitata dalla famiglia Manno da oltre vent’anni. Il bed & breakfast ha aperto nel luglio 2015 dopo un paio d’anni di riflessione e ristrutturazione degli antichi spazi destinati a stalla e fienile.

Nel 2015 stalla e fienile vennero trasformate in eleganti appartamenti

Complici del successo sono il gusto sobrio ed elegante dell’arredamento e la cura per i dettagli, soprattutto in legno, che fanno emergere la storia del luogo, come le antiche travi che contornano la stanza da letto principale: «Hanno almeno trecento anni e, come i mattoni dell’ingresso, sono stati recuperati durante la ristrutturazione», spiega Manno.
Dalla sistemazione delle tre stanze, marchiate con i nomi delle donne di casa, Daniela e le figlie Gaia e Valentina, risalta la cura per gli spazi: «Ci abbiamo messo l’esperienza maturata nei nostri tanti soggiorni in giro per il mondo: quando sei in albergo hai bisogno di spazio vitale e a colazione vuoi assaggiare le specialità locali. Poi, se anche George Clooney ti dice di averti scelto tra tante opportunità perché la struttura è realizzata come una vera casa…», aggiunge Manno.
Come? Clooney?
«Già! L’attore americano è stato ospite con la moglie Amal nell’estate di due anni fa. È stata una sorpresa anche per noi. La prenotazione venne fatta con uno pseudonimo e ce lo siamo trovato in cortile, appena sceso da una 500 con i vetri oscurati… È un gran conversatore. Curiosissimo e simpaticissimo!».

Che cosa apprezzano di più i vostri ospiti?
«Il silenzio e il panorama. Nelle giornate limpide lo sguardo si estende su tutto l’arco alpino e tanti svizzeri restano stupiti nel poter vedere l’altro versante del “loro” Cervino. Abbiamo soprattutto stranieri, quasi il 90 per cento e con loro ci piace parlare, spiegare, incuriosirli. Ci viene facile raccontare di vigneti, nocciole, buon vino e buon cibo. Abbiamo la fortuna di avere intorno a casa molti bravi ristoratori che agevolano di molto il nostro lavoro. Inoltre vogliamo essere schietti e onesti: sembra incredibile ma negli ultimi mesi mi è capitato spesso di convincere qualche ospite a non puntare sul tartufo, vista l’annata complicata».

Vi sentite un po’ ambasciatori dell’Unesco?
«Il riconoscimento Unesco ha dato una grande spinta, anche se c’è ancora molto da fare. Il Roero paga la scelta miope e scellerata di restare fuori dalla zona più tutelata fatta da alcuni sindaci durante la procedura di candidatura. Gli operatori turistici roerini devono sforzarsi il doppio rispetto ai colleghi di Langa per compensare la triste pochezza di chi dovrebbe promuovere la zona. C’è bisogno di internazionalizzarsi e invece si promuovono i gemellaggi con Casteldefino e la sagra della porchetta! Le candidature, poi, per le prossime politiche non promettono nulla di buono. Ritengo che sarebbe stato più opportuno scegliere persone più adatte alle esigenze di un mondo che cambia in continuazione e cerca punti di riferimento capaci ed efficienti».

g.s.

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